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26 Settembre 2021 - 12:44
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Ca’ d’Industria: presidio il 5 luglio contro il cambio del contratto pubblico

Ghirotti (Fp Cgil Como): “L’appello unitario è alla politica, alla cittadinanza e alla società civile: causare disuguaglianze facendo mercato dei contratti non è bene né per le persone né per i servizi. E non lo sono sfruttamento e precarietà”

1 lug. 2021 – Lunedì 5 luglio, dalle ore10 alle 12.30, davanti alla Prefettura di Como le categorie Cgil Cisl Uil della funzione pubblica organizzano un presidio per fermare il cambio di contratto deciso dalla Fondazione Ca’ d’Industria.

“Abbiamo indetto lo stato di agitazione, Ca’ d’Industria nel nostro territorio è un fiore all’occhiello nel servizio di assistenza alle persone anziane. La scelta unilaterale del consiglio di amministrazione  – in ragione di difficoltà economiche e della pandemia – di cambiare dal prossimo 1 ottobre il contratto alle lavoratrici e ai lavoratori nuovi assunti è inaccettabile perché genera disparità di trattamento nello stesso luogo di lavoro e per lo stesso lavoro e offre un pericoloso precedente anche per l’attuale personale” afferma Alessandra Ghirotti, segretaria generale della Fp Cgil Como -. Una scelta sciagurata e di poco senso anche considerando che nei prossimi mesi non ci saranno nuove assunzioni, visti i molti posti letto vuoti”.

L’ente ha, complessivamente, oltre 360 operatrici e operatori, con contratto pubblico delle funzioni locali e della sanità. Il passaggio, per i nuovi assunti, sarebbe al contratto privato e di minor favore Uneba.

“Serve un piano di rilancio condiviso con le istituzioni cittadine e con la partecipazione della Regione, serve progettare forme alternative di assistenza ed un’offerta di servizi all’avanguardia che sia di qualità per gli ospiti anziani e per gli operatori. La scelta della Fondazione genera sperequazione salariale tra persone che svolgono la medesima mansione, e svaluta il lavoro svolto dal personale fino ad oggi – attaccano i sindacati -. La Fondazione continua ad affermare che non si può fare altro se non dividere i lavoratori. Le stime fatte dal presidente sui risparmi ipotizzati sono una mancanza di rispetto ed attenzione nei confronti del personale. Il CDA non può dare nessuna garanzia reale sul fatto che il nuovo contratto non riguarderà in futuro anche l’attuale personale, provano a rassicurare con le lettere alle lavoratrici ed ai lavoratori, ai parenti degli ospiti, ma nessuno può prevedere con certezza cosa succederà in futuro”.

“Ci siamo mobilitati da settimane con varie iniziative e chiediamo anche all’amministrazione comunale di Como di fare la propria parte, visto che ha un ruolo nella nomina del Cda della Fondazione e quindi di orientamento dei suoi programmi – aggiunge Ghirotti –. Questa vertenza va sostenuta da tutti quanti hanno senso civile e rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavorator. Facciamo appello a cittadine e cittadini di sostenerli, affinché vengano mantenuti i contratti in essere, più tutelanti e valorizzanti”.