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18 Ottobre 2021 - 16:49
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Comune di Brescia / La Fp Cgil in lotta per le assistenti educative all’integrazione scolastica

Il segretario generale Moriello: “Siamo molto determinati a far cambiare i contenuti di questo bando”

6 lug. 2021 – “Non solo il Comune di Brescia non ha accolto le richieste del sindacato (di valorizzazione professionale, di garanzie di mantenimento del             monte ore assegnato ad inizio anno scolastico e di corretto inquadramento contrattuale) ma addirittura si auto assolve dalla responsabilità nei confronti della mano d’opera e delega all’appaltatore ogni eventuale sua pretesa, chiudendo di fatto le porte a futuri confronti con le rappresentanze delle lavoratrici, venendo meno alla sua responsabilità di committente pubblico e, quindi, di garante della qualità dei servizi ai cittadini anche quando essi sono dati in appalto ed esternalizzati in lotti”. Così la Fp Cgil Brescia nel convocare oggi una conferenza stampa e un presidio davanti all’amministrazione comunale a tutela delle 350 assistenti educative all’integrazione scolastica delle persone disabili (sono più di 570 le alunne e gli alunni seguiti).

“Il Comune oggi ha aperto le buste con le offerte tecniche ed economiche per l’affidamento del servizio pubblico di assistenza specialistica per gli studenti disabili da 0 a 18 anni. Siamo molto determinati a far cambiare i contenuti di questo bando” afferma Vincenzo Moriello, segretario generale Fp Cgil Brescia.

Perché? “Nel bando le risorse stanziate sono assolutamente insufficienti. Si garantiscono, di media, 12 ore di lavoro a settimana. Questo penalizza le lavoratrici a cui cui viene applicato il part-time ciclico e anche se ora finalmente c’è la legge per la copertura retributiva e pensionistica del periodo estivo di sospensione scolastica, loro non ne hanno diritto. Ed è una vera beffa. L’inquadramento previsto è poi quello di assistenti di base, quando queste lavoratrici esercitano una professionalità alta nei confronti dei cittadini più deboli di questa città. Inoltre questo bando non prevede alcun momento di monitoraggio sull’andamento dell’appalto e questo noi non lo possiamo accettare – attacca Moriello -. Per questo siamo stati in piazza per farci sentire ma non si chiude oggi, con l’apertura delle buste, la proposta e la lotta della Funzione Pubblica Cgil di Brescia”.

Le assistenti educative (ex ad personam) a ogni cambio di appalto migrano di cooperativa in cooperativa. Le loro difficoltà sono state acuite dall’emergenza pandemica, visto che, chiuse le scuole per il Covid-19, sono state messe tutte in Fis, il fondo di integrazione salariale, cioè un ammortizzatore sociale al posto dello stipendio.

“Siamo qui e credo si apra una nuova stagione, in cui le operatrici fanno sentire la loro voce, in cui ancora una volta si afferma il diritto a svolgere questo lavoro con professionalità e dignità. Il Comune, che è il committente principale, questa dignità ce la deve riconoscere – afferma dal presidio Maria Cristina Trento, operatrice all’integrazione -. L’amministrazione anche sui social si definisce fiorente e dalle grandi risorse: fa strano che poi non destini quota parte di queste risorse alle persone con disabilità. È un obbligo riconoscerne la dignità e noi che lavoriamo per queste persone lo facciamo! Qualsiasi amministrazione che si dica illuminata e civile deve mettere questo tra i primi posti” rileva la delegata Fp Cgil.

Partendo dal bilancio di 330 milioni dell’ente bresciano, Diego Sinis, delegato Rsu Fp Cgil, sostiene: “Crediamo che il Comune possa permettersi di reinternalizzare il servizio, che è stato totalmente appaltato e sul quale hanno investito ben 43 milioni di euro. Noi chiediamo che ci sia una reinternalizzazione perché era stato promesso negli incontri che si sono succeduti e perché deve esserci garanzia di un’equa retribuzione delle lavoratrici e una garanzia dei diritti”.

“Sulle nostre proposte attendiamo un segnale da parte del Comune” chiude Moriello.