30 Nov 2021
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Igiene ambientale / Un contratto esigibile e vero

Dall’ordine del giorno dell’attivo unitario delle delegate e dei delegati, la richiesta di chiudere in modo risolutivo gli incontri per il rinnovo contrattuale. Viscardi (Fp Cgil Lombardia): “Puntiamo sempre al contratto unico di settore e di filiera”

2 ago. 2021 – “Il tempo non è certo sostanza ma spesso lo diventa. Di tempo per sottoscrivere il rinnovo del CCNL ne è passato troppo e lavoratrici e lavoratori nel frattempo sono ancora in attesa di risposte certe”. Obiettivi chiari, tanta concretezza e determinazione nell’ordine del giorno che le delegate e i delegati dei servizi ambientali hanno approvato all’unanimità nel corso dell’attivo unitario (on line) dello scorso 28 luglio.

Ma soprattutto c’è tanta concretezza nelle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori  che, insieme alle loro rappresentanze, sostengono che dopo oltre due anni dall’ultimo contratto, le trattative ora (l’ultima il 17 settembre) devono dare i loro frutti. Altrimenti partirà “la mobilitazione generale del settore”.

Sul rinnovo contrattuale cos’altro è stato stabilito all’attivo? “Il contratto nazionale di lavoro ha un ruolo strategico non solo in termini di tutele e diritti ma anche di organizzazione del lavoro e innovazione dei servizi. Noi vogliamo raggiungere il contratto unico di settore ed estendere il contratto nazionale alle lavoratrici e lavoratori degli impianti di riciclo, con la finalità di dare concretezza all’economia circolare e sostenibile – risponde Davide Viscardi, segretario della Fp Cgil Lombardia -. E questo risultato è possibile realizzarlo solo attraverso un solido sistema di relazioni industriali, per cui va sempre più potenziata la partecipazione sindacale, sia a livello di Rsu sia di rappresentanze sindacali territoriali. Ci sono poi altri temi fondamentali da migliorare e rafforzare: salute e sicurezza sul lavoro, formazione, classificazione del personale, norme contrattuali per il personale degli impianti di trattamento, più welfare contrattuale”.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’igiene ambientale lo scorso 30 giugno hanno scioperato, insieme a quelli del comparto elettrico, gas e acqua, per contrastare l’articolo 177 del Codice degli Appalti. Una norma che obbliga le aziende a esternalizzare l’80% delle attività, con tutti i rischi del caso sulla qualità dei servizi e la tenuta occupazionale (sono circa 150mila i posti sul filo del rasoio). “Lo sciopero è riuscito ma l’applicazione dell’articolo 177 per ora è stata solo rinviata. Noi continueremo a lottare contro tutti i tentativi di frammentazione e precarizzazione del mercato del lavoro, contro appalti al ribasso e dumping contrattuale. Le risorse europee potranno essere una boccata d’ossigeno per il comparto ma gli appalti devono rispettare le regole e gli ambiti ottimali territoriali vanno definiti per favorire la crescita delle aziende. Riteniamo fondamentale – afferma Viscardi – che venga rispettata la clausola sociale nei cambi di appalto, come prevede il ccnl di cui rivendichiamo l’intera esigibilità, al contrario di quanto sta succedendo in molte realtà, soprattutto sul nostro territorio”.