29 Nov 2021
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“Tull Quadze, Tutte le donne”

Sabato 25 settembre, a Roma, manifestazione nazionale delle donne che chiedono “la rivoluzione della cura”

21 sett. 2021 – “Dalla pandemia abbiamo imparato una lezione: lottare per praticare quella cura che ha al centro la vita degli esseri umani, della natura  e di tutti i viventi. Altrimenti, la risposta sarà sempre la stessa: ingiustizia, disuguaglianza, sfruttamento degli esseri umani e della nostra terra e alla fine guerra e distruzione. Le donne stanno gridando che bisogna cambiare: partire dai bisogni, dai diritti, dalle idee, dalla fatica significa prendersi cura del mondo invece che sfruttare il mondo, prendersi cura delle persone e della terra in cui viviamo, invece che usarla per affermare profitto e dominio. Per questo andiamo in piazza.La pandemia, la crisi climatica, le tragedie delle guerre e delle migrazioni ci chiedono una rivoluzione: LA RIVOLUZIONE DELLA CURA”.

Questo il messaggio lanciato dall’Assemblea della Magnolia, rete di associazioni femminili costituita nel luglio 2020 e a cui partecipa la Cgil, nell’indire la manifestazione nazionale delle donne che si terrà a Roma sabato prossimo, 25 settembre.

In piazza del Popolo, dalle ore 14, nel rispetto delle norme Covid e con lo slogan “Tull Quadze, Tutte le donne”, le donne, e con loro si auspica anche molti uomini, chiederanno politiche di svolta per sanare discriminazioni e disparità che penalizzano il mondo femminile, dal lavoro al welfare, all’affermazione delle donne in ogni contesto da loro desiderato della vita sociale.

L’unione fa la forza, ovunque, e la solidarietà, la relazione, sono pratiche portate avanti in primis dalle donne. Per questo anche dalla piazza di sabato prossimo un abbraccio virtuale sarà per le donne afghane, provando a chiedere qualcosa di concreto: “Per la prima volta da decenni ci saranno risorse da spendere, in un’Europa benestante e ingiusta. Non un euro per scelte di dominio e sfruttamento, non un euro per le armi. Tutte le risorse, tutte le nuove leggi, dal fisco al lavoro, dall’ambiente al welfare per curare il mondo, sanare le ingiustizie, restituire a chi ha perduto e sofferto”.