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18 Ottobre 2021 - 16:15
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Ospedale Melzo / Contro la chiusura del reparto di psichiatria

Oggi presidio-assemblea unitari, dietro allo slogan dell’OMS: “Non c’è salute senza salute mentale. Guarneri (Fp Cgil Milano): “Chiudere un servizio di prossimità provoca disagi: alle persone e agli altri territori”

29 sett. 2021 – “L’amministrazione sostiene che la chiusura del reparto di psichiatria, per mancanza di personale medico, è temporanea, ma intanto viene meno un servizio basilare che copre un bacino di 400mila utenti”. Isa Guarneri, segretaria Fp Cgil Milano, ha partecipato all’assemblea presidio organizzato dai sindacati oggi all’ospedale di Melzo.

La Rsu definisce questa chiusura un “fatto gravissimo” e già nel volantino che chiama alla partecipazione, non fa sconti sulla linea seguita dalla ASST Melegnano e Martesana che “da una parte annuncia ingenti investimenti economici per gli interventi strutturali dei Presidi e dall’altra continua a chiudere servizi essenziali per la cittadinanza, contribuendo sempre di più al ridimensionamento e al declino scientifico delle specialistiche presenti in azienda. Le continue esternalizzazioni dei servizi sanitari ospedalieri (Ostetricia/Ginecologia, Medicina, Pronto Soccorso, Servizi di riabilitazione) in favore di cooperative esterne, rappresentano la punta più avanzata dello smantellamento della Sanità pubblica nella nostra ASST”, attaccano delegate e delegati sindacali.

“La psichiatria è un servizio territoriale, di prossimità. Chiuderlo non solo procura disagi alle persone ma sposta su altri territori, già in difficoltà, la problematica della presa in carico dei bisogni di salute mentale delle persone. Tema, questo, peraltro acuito dalla pandemia” spiega Guarneri.

La Asst ha aperto un bando di concorso per assumere 1 medico psichiatra. “Il numero non è adeguato a coprire le carenze di una decina circa di professioniste e professionisti – afferma la sindacalista -. Ma un’altra partita che l’azienda dovrebbe affrontare sono le ragioni per cui continuano a dimettersi medici”.