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24 Ottobre 2021 - 5:50
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Sanità lombarda / Sindacati chiedono a Regione un incontro urgente sulle esternalizzazioni

Creston (Fp Cgil): “La situazione è seria, se non allarmante. Vogliamo una cabina di monitoraggio”

29 sett. 2021 – Che in Lombardia la sanità privata goda di ampi margini si sa. Forse un po’ meno si sa che la sanità pubblica soffra ogni giorno di più di tagli al suo perimetro, con cessione a terzi di servizi importanti a terzi, le esternalizzazioni.

In merito i sindacati regionali di categoria hanno scritto ai vertici di Palazzo Lombardia chiedendo un incontro urgente.

Nello specifico, Fp Cgil-Cisl Fp e Uil Fpl “esprimono massima preoccupazione e netta contrarietà per i continui e ripetuti provvedimenti con i quali diverse aziende del Servizio Sanitario Regionale esternalizzano attività e servizi. Ultimo il caso dell’ASST di Cremona che ha deciso di affidare con una gara di appalto la gestione delle attività svolte dagli OSS (operatori-socio-sanitari), una importante figura professionale del sistema sanitario. -Purtroppo situazioni di questo tipo si stanno moltiplicando – aggiungono – e riguardano figure professionali di ogni tipo dal medico al manutentore, dall’infermiere al cuciniere. Le esternalizzazioni di professionisti della sanità sono l’esatto contrario dei percorsi di valorizzazione che si intendono realizzare – sottolineano nella nota inviata all’assessora al welfare Letizia Moratti e al direttore generale Giovanni Pavesi -, chiedendo che venga istituita “una cabina di monitoraggio” su tutti i casi di terziarizzazione.

“La situazione è seria, se non allarmante. Le esternalizzazioni, cui già ci opponiamo, dovrebbero riguardare servizi non centrali. E invece succede anche con i servizi ‘core’ e/o strutturali. Non solo a Cremona, con gli operatori socio sanitari dei reparti di medicina dell’ospedale Maggiore e dell’Oglio Po. Succede all’assistenza medica del pronto soccorso di Sondalo, al reparto di chirurgia elettiva a Treviglio, al reparto di riabilitazione neuromotoria alla Asst Lariana e di riabilitazione della Asst Melegnano. Ancora, al servizio di psichiatria della Asst Santi Paolo e Carlo e dell’ospedale Niguarda. Per non dire del personale in somministrazione un po’ ovunque nel milanese – racconta Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia -. Ci sono poi le esternalizzazioni nel lodigiano, vedi il servizio di risonanza magnetica a Lodi o il servizio Tac al presidio di Sant’Angelo. A Varese come a Pavia, le cooperative sociali sono entrate nelle sale operatorie. E tra gli ultimi casi, c’è l’esternalizzazione degli anestesisti alla Asst Lecco, dove da oltre 10 anni è stato esternalizzato il reparto di ortopedia. Sono solo alcuni esempi di una destrutturazione della sanità pubblica regionale iniziata da tempo e che si ripercuote sulla qualità dei servizi e sulle condizioni di chi opera in appalto”.

Il sindacalista è perentorio quando afferma: “Se Regione non risponderà in tempi brevi alla richiesta unitaria di incontro ne trarremo le dovute conseguenze”.