6 Dec 2021
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Pa / Apertura totale della stagione contrattuale

Con l’avvio, ieri, delle trattative per il rinnovo del contratto delle Funzioni Locali, sono ufficialmente aperti i negoziati per rinnovare a tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparti pubblici il contratto nazionale 2019-2021

5 ott. 2021 – Mancava il comparto delle Funzioni Locali. E si è aggiunto lunedì 4 ottobre, a quelli delle Funzioni Centrali e della Sanità Pubblica, con l’avvio delle trattative per rinnovare il contratto nazionale 2019-2021 alle lavoratrici e ai lavoratori delle pubbliche amministrazioni.

La proposta di come organizzare il negoziato per le Funzioni Locali, da parte della controparte Aran, prevede, come riferiscono i sindacati, tre momenti negoziali specifici e dedicati ad aggiornare la parte normativa del ccnl, a rivedere l’ordinamento professionale e regolamentare il lavoro agile.

“Il nuovo contratto arriva a due anni dalla sua scadenza e dopo un periodo difficilissimo dovuto alla pandemia e rappresenta una opportunità straordinaria per far emergere il forte legame fra la disciplina del rapporto di lavoro, le relazioni sindacali, l’ordinamento professionale e i cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, come elementi essenziali per il miglioramento dei servizi a beneficio dei cittadini e del Paese e sfatare luoghi comuni, spesso ostili al lavoro pubblico, in nome dei quali l’andamento dei provvedimenti legislativi, negli anni, è stato restrittivo delle prerogative contrattuali” sostengono Fp Cgil-Cisl Fp e Uil Fpl nazionali. Indicando nel ‘Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale’ del 10 marzo scorso un vincolo per il governo, insieme all’impegno preso di superare il tetto per mettere più risorse sul salario accessorio e ai finanziamenti necessari a un nuovo sistema di classificazione del personale, che deve prevedere “soluzioni flessibili”.

I sindacati hanno ricordato i punti cardine della campagna #RinnoviamolaPa, quella che ha rilanciato gli obiettivi delle piattaforme unitarie dei tre comparti, e che mette al centro la contrattazione integrativa e le relazioni sindacali, la tutela del lavoro pubblico anche attraverso nuovi modelli organizzativi, l’ampliamento dei diritti individuali aggiornando la parte normativa dei contratti.

Per lo specifico delle Funzioni Locali, viene chiesto di riconoscere le diverse professionalità presenti negli enti e gli inquadramenti corrispondenti alle effettive mansioni svolte; il sistema ordinamentale va rivisto nel suo complesso, tenendo insieme, per l’evoluzione delle carriere, specificità dell’ente, professionalità e competenze, esperienza e formazione; va definita una sezione contrattuale per le lavoratrici e i lavoratori dei servizi educativi e, rispetto alle Avvocature, una loro “corretta collocazione”.

La Polizia locale ha già una sua sezione specifica che va implementata, come va definito un proprio ordinamento professionale.

Per quanto riguarda le unioni comunali o i servizi associati deve esserci l’obbligo della contrattazione associata.

Sul fronte economico, le richieste sindacali affiancano all’incremento delle retribuzioni, il rifinanziamento e la semplificazione dei fondi contrattuali integrativi, “superando blocchi legislativi invasivi della autonomia finanziaria propria delle Autonomie Locali”.  

Lo smart-working, è stato detto, deve essere disciplinato con “regole certe ed omogenee” nel contratto nazionale. Il tema è caldo e Fp Cgil-Cisl Fp e Uil Fpl hanno ottenuto la disponibilità dell’Aran a essere trattato in via prioritaria.

Il calendario dei lavori sarà presentato al nuovo incontro, nelle prossime due settimane.

La Fp Cgil, sul suo sito internet, aggiorna puntualmente sull’andamento delle trattative contrattuali nei vari comparti. E lo sta facendo anche attraverso attivi nazionali di delegate/i ed elette/i nelle Rsu.

Per quanto riguarda il negoziato apripista, quello per le Funzioni Centrali, che rappresenta una sorta di modello-griglia, oltre alla partita del lavoro agile, tra le altre, si punta molto, ad esempio, su un sistema di classificazione del personale unico, per cui va condiviso “l’obiettivo di omogeneizzare le differenze oggi esistenti”.

Complessivamente, sulle varie questioni, la distanza tra le parti è ancora consistente.

Lo è anche per il rinnovo della Sanità Pubblica, con i sindacati che hanno ottenuto dall’Aran di rispondere in modo chiaro, al prossimo incontro fissato per giovedì 7 ottobre, alle proposte da loro elaborate nella piattaforma contrattuale. I nodi da sciogliere al momento riguardano 9 articoli contrattuali. Dalle relazioni sindacali e l’ordinamento professionale al lavoro agile.