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18 Ottobre 2021 - 17:51
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ASST dei Sette Laghi “prima della classe”, senza considerare lavoratrici e lavoratori

Moretto (Fp Cgil Varese): Per recuperare le attività sospese con il Covid serve un piano straordinario di assunzioni e una organizzazione del lavoro vera, non emergenziale ma strutturale

8 ott. 2021 – “Il recupero delle prestazioni sanitarie non fatte durante la pandemia è l’obiettivo di tutti. Ma che questo venga raggiunto in quattro mesi ed in una condizione di emergenza permanente, dove alla fine il sistema regge solo ed esclusivamente sul sacrificio dei lavoratori della sanità, obbligandoli ad interminabili giornate lavorative, crediamo che non sia più accettabile”. Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl territoriali nel definire da “prima della classe” il comportamento della ASST dei Sette Laghi ne biasimano un comportamento vanesio che non regge alla prova dei fatti.

“I vertici aziendali da tempo annunciano di far tornare a ritmi regolari le prestazioni chirurgiche e ambulatoriali, recuperando entro l’anno quanto è stato sospeso a fronte del Covid-19. Il punto è con quali risorse umane lo faranno. Non hanno risposto alla nostra domanda sui numeri di infermiere e infermieri dedicati alle attività chirurgiche nel triennio 2012-2021 né sui tempi di un programma di interventi in sala operatoria – spiega Gianna Moretto, segretaria generale Fp Cgil Varese -. Insomma, come già visto, fanno i conti senza l’oste”.

Cioè? “Lo scorso maggio, via stampa, erano state annunciate 230 nuove assunzioni per rinforzare il personale infermieristico per le attività ospedaliere. Ma il dato, come abbiamo sottolineato unitariamente, era già fuorviante se si considera che 120 figure erano destinate ai vaccini, 34 erano stabilizzazioni e quindi conferme di personale già operativo, 80 sostituzioni di pensionamenti”.

Il saldo è negativo. “E andrebbe contato anche chi si licenzia” aggiunge Moretto. “Il punto è che si vuole, ancora una volta, per smaltire le attività chirurgiche ed ambulatoriali, applicare il modello organizzativo usato per fronteggiare l’emergenza del Covid: il tempo e i carichi di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, già oltre i limiti. Anche sulla fruizione delle ferie – aggiunge -, ci sono state date garanzie sommarie. Pare che le persone siano considerate come una qualsiasi risorsa tecnologica ma sono risorse umane – rileva Moretto -. E i nostri timori non finiscono qua”.

Cosa intendi? “Le operatrici e gli operatori del Cup potrebbero essere spostati in altre sedi per gestire, sul versante amministrativo, l’incremento delle attività ambulatoriali. Anche qui mancano 8 persone, ma non saranno sostituite perché la ASST acquisterà un servizio informatico da mettere in rete con un sistema regionale che gli stessi addetti ai lavori segnalano per i disservizi. Ci mettiamo nei panni delle cittadine e dei cittadini…”.

“Regione Lombardia ha posto come obiettivo quello di aumentare le attività del solo 10% e non di recuperare tutto l’arretrato entro la fine dell’anno – sottolineano i sindacati -. Noi difendiamo la salute dei lavoratori e facendo ciò difendiamo anche il funzionamento e la qualità dei servizi erogati dal sistema sanitario”.