29 Nov 2021
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Giustizia sfasciata / Il 13 e 14 ottobre due giornate di mobilitazione unitaria con presidi e assemblee

Russo (Fp Cgil): “Tutti i settori della Giustizia in avaria. Situazione non più tollerabile”

12 ott. 2021 – Due giornate di mobilitazione e quattro assemblee, il 13 e 14 ottobre, per le lavoratrici e i lavoratori di un sistema Giustizia che i sindacati ritengono allo “sfascio”. Il 13 ottobre a Milano, Napoli e, in streaming con gli archivi notarili; il 14 a Roma.

Ne parliamo con Felicia Russo, coordinatrice Fp Cgil, che sarà presente all’assemblea presidio al Palazzo di Giustizia di Milano, in Corso di Porta Vittoria, dalle ore 10 alle 12.

“Tutti i settori della Giustizia, dai tribunali agli archivi notarili, dalle carceri all’esecuzione penale esterna, sono da tempo in avaria e la situazione peggiora di giorno in giorno. Manca personale, con tutte le ripercussioni sui carichi di lavoro che ciò comporta, mancano strumenti, molte strutture sono inadeguate. In quanto all’informatizzazione, nonostante gli investimenti avvenuti, la strada da percorrere è ancora lunga”.

Ma le assunzioni non sono partite? “Sì, migliaia, ma bisogna vedere come. Nella lettera unitaria aperta alle lavoratrici e ai lavoratori della Giustizia abbiamo evidenziato come le assunzioni legate al piano nazionale di ripresa e resilienza siano a tempo determinato e riguardano solo l’ufficio per il processo, quindi esclusivamente l’amministrazione giudiziaria. Questa situazione potrebbe comportare, paradossalmente, ulteriori carichi sul personale delle cancellerie. Le risorse umane e strumentali necessarie vanno colmate non mettendo delle pezze qua e là provvisoriamente ma perseguendo il concreto obiettivo di migliorare l’organizzazione del lavoro e l’efficienza dei servizi” risponde Russo.

Altre criticità? “C’è una violazione costante delle relazioni sindacali, con accordi che vengono disapplicati: vedi quelli sulla mobilità o sul salario accessorio. Di riqualificazione non c’è nemmeno l’ombra e le progressioni economiche hanno coinvolto meno della metà del personale. Oltre al fatto che dovevano essere assegnate a gennaio 2020 e forse – e sottolineo forse – se il Ministero ci convoca riusciremo ad averle dal gennaio 2022. Quindi per le lavoratrici e i lavoratori si perdono due anni. Gravi poi sono i ritardi nel pagamento delle risorse decentrate. Condizioni simili non sono più tollerabili!”.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa chiedono senza indugi alla ministra Marta Cartabia interventi sul campo e già preannunciano una lotta con azioni anche giudiziarie. “Si tratta solo dell’inizio di una mobilitazione che terminerà quando avremo risposte concrete da parte dei vertici dei quattro dipartimenti e del Ministero della Giustizia – sostengono -. Mentre il mondo politico guarda alla riforma dei codici, i lavoratori sono gli unici a pagare per la scarsa attenzione che gli è stata riservata. Non consentiremo che questo accada. Coloro che portano avanti il sistema della giustizia, l’esecuzione penale interna ed esterna meritano rispetto e considerazione”.