6 Dec 2021
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Sacra Famiglia / Indetto lo stato di agitazione del personale

I sindacati proveranno a conciliare. Farano (Fp Cgil): “Sarebbe tempo di curare le vecchie ferite sanguinose, ma pare che Sacra non sia dello stesso avviso”

19 ott. 2021 – Indetto lo stato di agitazione alla Fondazione Sacra Famiglia, ente che si occupa in Lombardia, Liguria e Piemonte, di erogare servizi residenziali e diurni a persone con disabilità.

I sindacati, scrivendo al Prefetto di Milano e alla Commissione di Garanzia dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, faranno ora il tentativo di conciliazione.

Sacra Famiglia ha più di 1800 lavoratrici e lavoratori dipendenti che hanno il diritto di lavorare in condizioni di lavoro dignitose, con un’organizzazione e a carichi di lavoro adeguati, e con i dovuti riposi. Ma così non è – afferma perentorio Davide Farano della Fp Cgil -. La Fondazione poi entra sempre a gamba tesa nelle relazioni sindacali, di fatto ostacolando il confronto necessario a produrre i necessari cambiamenti. Nel 2020 abbiamo firmato l’ultimo contratto integrativo aziendale per armonizzare il sofferto passaggio di metà del personale dal contratto nazionale della Sanità privata Aris a quello dell’Uneba. Ci sono da discutere questioni importanti, come l’orario di lavoro, i nuovi turni programmati, il welfare, ma alle nostre sollecitazioni Sacra Famiglia fa il muro di gomma – spiega -. Questo atteggiamento è irrispettoso delle organizzazioni sindacali, delle delegate e delegati, delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Non è un caso che, tra le voci indicate per lo stato di agitazione, ci sia anche la violazione delle regole rispetto al diritto di sciopero. “Sacra Famiglia ha precettato più persone di quelle previste dalla norma, per lo sciopero indetto da tutto il sindacalismo di base lo scorso 11 ottobre” sostiene il rappresentante della Fp Cgil.

Un altro nodo del contendere riguarda la causa vinta da 59 lavoratrici e lavoratori. Come racconta Farano, “il Tribunale di Milano ha riconosciuto illegittimo il passaggio dal contratto Aris a quello Uneba. Peccato che la sentenza di primo grado non venga rispettata dalla Fondazione. Ne abbiamo chiesto alla Fondazione l’esecutività. Come le abbiamo chiesto, ormai da due settimane, di trasmetterci il testo della sentenza ma non ci è arrivata una risposta. Quel dispositivo è importante per andare al tavolo negoziale e affrontare tutte le questioni aperte – continua -, ed è anche utile per poter valutare risvolti futuri per le altre lavoratrici e lavoratori dell’ente. Rivendichiamo più trasparenza. Sarebbe tempo di curare le vecchie ferite sanguinose, ma pare che Sacra non sia dello stesso avviso. Per tutte queste ragioni – chiude Farano – da qui riparte la lotta”.