6 Dec 2021
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Carcere di Pavia / Il 10 novembre doppio presidio

Panella (Fp Cgil): “Urge un buon governo prima che una realtà pericolosa diventi la normalità e la situazione diventi irrecuperabile”

20 ott. 2021 – Doppio presidio, mercoledì 10 novembre, per denunciare le gravi condizioni del carcere di Pavia. I sindacati annunciano la doppia protesta “In relazione alla precarietà delle situazioni/condizioni di lavoro, alla necessaria rivisitazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro a tutela dell’incolumità del personale e considerato il pericoloso crescente malessere che c’è a Pavia”. Un presidio, dalle ore 10 alle 12, si terrà davanti al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria a Milano. L’altro, dalle ore 14 alle 16, davanti alla Prefettura di Pavia.

“Nell’assemblea unitaria tenuta i giorni scorsi, le lavoratrici e i lavoratori hanno elencato le tante criticità dell’istituto penitenziario, a partire dalle sempre più frequenti aggressioni al personale da parte delle persone detenute. Un agente è stato persino preso in ostaggio con una lama puntata alla gola – racconta Riccardo Panella, segretario della Fp Cgil pavese -. Un altro si è gravemente infortunato cercando di intervenire ai danni causati da un detenuto, che ha provato a distruggere un po’ tutto attorno, incluse le tubature dell’acqua. Insomma la situazione è pesante, lo stress e il disagio sono forti, i rischi cui sono sottoposti le lavoratrici e i lavoratori sono tanti. L’ambiente è già complesso, ci sono tante situazioni delicate, urge un buon governo prima che una realtà pericolosa diventi la normalitàe la situazione diventi irrecuperabile”.

Il sindacalista evidenzia che un tema è quello della fitta presenza di persone detenute con problemi di salute mentale. “Ci vogliono figure dedicate per loro, la polizia penitenziaria non ha tutti gli strumenti per gestirle. Ma lavoratrici e lavoratori chiedono anche linee di indirizzo chiare quando accadono gli eventi critici. Gli agenti si sentono lasciati a se stessi nell’affrontare le situazioni difficili, vogliono una vera e sicura direzione”.

Un’altra questione riguarda gli organici. “Servono rinforzi. E un’organizzazione del lavoro più tutelante per le operatrici e gli operatori, ad esempio garantendo 24 ore su 24 la presenza di almeno un ispettore, e non che nei turni serali o notturni, quelli più problematici, la responsabilità ricada su un sovrintendente, quando va bene, o su un assistente capo. Mercoledì 10 novembre daremo nuova voce e visibilità alla nostra protesta”.