30 Nov 2021
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Sulla Protezione Civile Regione Lombardia fa uno scaricabarile già visto

I sindacati di categoria contestano il progetto di legge 188 che scarica su Province e volontari una funzione basilare. Pirovano (Fp Cgil): “Dare oggi delle deleghe alle Province è vuota retorica e propaganda politica. Non abbiamo nulla contro il volontariato, anzi. Ma non va confuso con il ruolo pubblico”

21 ott. 2021 – “Regione Lombardia, per l’ennesima volta, prova a scaricare le funzioni delegate che lo Stato le ha assegnato, nella fattispecie sulla Protezione Civile, alle Province, ma senza che queste abbiano le dovute capacità assunzionali. Dopo il riassetto istituzionale, ovvero la incompiuta riforma Delrio, le amministrazioni provinciali si sono trovate con le gambe spezzate dai vincoli contabili e dal taglio alle risorse economiche e infrastrutturali”. Così, ieri, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl della Lombardia dopo l’audizione in VI Commissione del Consiglio Regionale sul progetto di legge 188, denunciano lo scaricabarile che l’amministrazione retta da Attilio Fontana intende fare su un’attività centrale a tutela della popolazione, assegnandola a enti senza il personale necessario oltre che, guarda caso, valorizzando il ruolo del volontariato.

“Anche per la vertenza sui nidi lombardi difendemmo il perimetro pubblico dei servizi dall’ingresso dei volontari, a salvaguardia del ruolo istituzionale su politiche così essenziali -, afferma Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia -. Beninteso, non abbiamo assolutamente nulla contro il volontariato, ci mancherebbe! Anzi, le tute gialle della Protezione civile sono un simbolo per chiunque di cura del territorio, di cura della comunità. Ma ovviamente non si può confondere il ruolo pubblico con queste prestazioni ulteriori che devono affiancarsi ed essere guidate dal pubblico, in particolare, in questo caso, dai funzionari delle Province”.

Ecco, parlaci delle Province. “Abbiamo sempre creduto nel ruolo di questi enti di area vasta, così essenziali per un certo tipo di funzioni. Però dare loro oggi delle deleghe, delle competenze come fa la Lombardia, è vuota retorica e propaganda politica, perché in realtà non danno loro le gambe, le braccia, i soldi per farle funzionare davvero. Si rovescia il compito su questi enti che sì, sono più prossimi per i cittadini, ma senza però ricordare che sono stati lasciati senza linfa vitale da troppo tempo” spiega Pirovano.

Occorre un nuovo riassetto? “Sicuramente un riordino istituzionale, ripensare un nuovo sistema degli enti locali è essenziale anche in vista delle risorse economiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel nuovo Testo unico degli enti locali auspichiamo, pertanto, che possa esserci una soluzione per le Province che vivono in questo limbo, e in Lombardia ancora di più. In aggiunta qui potremmo ricordare – ragiona la sindacalista – tutte le criticità e le contraddizioni che erano emerse anche per i centri per l’impiego e le politiche attive per il lavoro. Regione Lombardia, come oggi, è stata l’unica a scostarsi dall’impianto normativo nazionale ridelegando alle Province”.

Questo progetto di legge va cambiato. “Sì. La Protezione Civile è una funzione strategica e lo diverrà sempre più, visto, ad esempio, il crescere delle avversità climatiche. Regione non può abdicare a un ruolo così cruciale e delicato, anche considerando i risvolti penali di questa attività”.

Cioè? “Come abbiamo detto in audizione, nel presentare i nostri emendamenti al pdl 188, gli errori in Protezione Civile vanno dai danni alle strutture a quelli alla vita sociale, fino ai decessi. Il progetto di legge prevede che sia individuata una figura cui imputare responsabilità per decisioni non sue. Non va bene. Noi chiediamo che sia Regione, anche attraverso suoi enti istituzionali, a esercitare questa funzione pubblica che, per essere davvero esigibile, deve avere personale dedicato, risorse, strumenti” chiude Pirovano.