6 Dec 2021
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Asst Bergamo Ovest / Fp Cgil non firma l’accordo sulle ferie dei medici

Il segretario generale Roberto Rossi: “Così vogliono le lavoratrici e i lavoratori che abbiamo consultato. Sui problemi la Asst deve confrontarsi, chiediamo dati utili e relazioni sindacali vere”

26 ott. 2021 – “Consapevoli del momento difficile e dell’importanza di un’azione sindacale efficace, ci apprestiamo a richiedere alla Direzione una serie di dati attraverso i quali formulare una serie di proposte volte a ripristinare un favorevole clima organizzativo che faccia tornare la nostra azienda sempre più attrattiva per i professionisti della sanità  e che la renda, nei limiti delle risorse disponibili, ancora più capace di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Auspichiamo per il futuro maggiore ascolto da parte della Direzione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della ASST, che sono la primaria risorsa dell’azienda e che meritano maggiore rispetto e considerazione”. La Fp Cgil, diversamente da altre organizzazioni sindacali, il 22 ottobre non ha firmato l’accordo con cui l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Bergamo Ovest ha ripristinato la fruizione delle ferie (sospese fino a fine anno) e autorizzato, per l’80%, la libera professione dei medici, dopo averle sospese unilateralmente.

Perché? “Perché così vogliono le lavoratrici e i lavoratori che abbiamo consultato – risponde Roberto Rossi, segretario generale della categoria orobica -. La Asst, prima con i due atti unilaterali di metà ottobre ha violato loro diritti fondamentali, poi ha fatto un passo indietro. Ma la strategia operata per accorciare le liste di attesa delle prestazioni ‘non Covid’ è sbagliata nel merito e nel metodo”.

Regione Lombardia ha dettato gli obiettivi da raggiungere per il Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Li devono raggiungere anche le altre due aziende, la Asst Bergamo Est e il Papa Giovanni XXIII, che però si sono mosse diversamente, cioè non votandosi in modo massiccio a vaccinare contro il Covid. Beninteso, le vaccinazioni sono cruciali per uscire dalla crisi pandemica, il punto è come organizzarle senza interferire sugli altri servizi – precisa Rossi -. Lo avevamo denunciato, allarmati, già tempo fa”.

Cosa si dovrebbe fare? “Per la campagna vaccinale sono state stanziate risorse economiche e andavano, vanno usate tutte, per reclutare le lavoratrici e i lavoratori necessari. Non scaricando questa attività sul personale medico e sanitario, spostandolo negli hub durante l’orario di lavoro e sospendendogli – dopo tutto quello che hanno dato durante l’emergenza sanitaria – pure le ferie. Solo l’averlo pensato è irrispettoso. L’hanno pure fatto, per poco, ma è grave. Sui problemi bisogna confrontarsi per trovare insieme, come prevede il contratto nazionale, soluzioni condivise. Per questo chiediamo di essere informati con dati utili e rivendichiamo relazioni sindacali vere”.