3 Dec 2021
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Provincia di Lodi / Indetto lo stato di agitazione

Bricchi (Fp Cgil): “Ostacolato il ruolo di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori. Le relazioni sindacali vanno ripristinate in modo corretto. Abbiamo attivato anche i nostri legali. La lotta prosegue se non ci saranno le risposte opportune”

11 nov. 2021 – Proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Provincia di Lodi.

La lettera dei sindacati, inviata al Prefetto e al Presidente dell’Amministrazione, tenta ora la conciliazione.

“Le relazioni sindacali sono oramai pessime. Organizzazioni sindacali e Rsu nell’ultimo mese sono state ostacolate nel loro ruolo di rappresentanza. La situazione è grave a tal punto che abbiamo interessato i nostri legali per vagliare il comportamento antisindacale dell’ente – racconta Giovanni Bricchi della Fp Cgil Lodi -. Dopo che la segretaria generale della delegazione trattante di parte pubblica ha deliberatamente fatto saltare l’incontro dello scorso 14 ottobre e il Presidente non ha risposto alla nostra richiesta di incontro per provare a far ripartire relazioni sindacali corrette, le lavoratrici e i lavoratori, nell’assemblea organizzata martedì 9 novembre, ci hanno dato il mandato a procedere con lo stato di agitazione”.

Bricchi avverte: “In assenza di un cambio di registro da parte dei vertici dell’amministrazione provinciale, metteremo in campo le forme di mobilitazione necessarie, oltre a ricorrere alle vie legali”.

Lucilla Pirovano, coordinatrice delle funzioni locali per la Fp Cgil Lombardia, ha partecipato all’assemblea di martedì 9. In un post su Fb ha scritto: “La segretaria generale dell’ente da tempo si atteggia a padrona delle ferriere e rende la vita sempre più difficile ai lavoratori con azioni punitive e antisindacali. Oggi ci aveva assegnato una sala decisamente troppo piccola per ospitare i lavoratori che volevano riunirsi e discutere. A tutela della loro salute ci siamo spostati in cortile e l’assemblea si è conclusa con l’indizione all’unanimità dello stato di agitazione. I lavoratori hanno dimostrato una volta in più che l’unione fa la forza, il cambiamento si costruisce e i diritti non saranno mai una concessione”.