6 Dec 2021
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“Una manovra inadeguata”

Per cambiare la legge di bilancio, sabato 27 novembre manifestazione regionale di Cgil Cisl Uil Lombardia all’Arco  della Pace di Milano. Vanoli (Fp Cgil Lombardia): “Non ci sono risorse sufficienti per la trasformazione sociale che chiediamo. E il lavoro pubblico sia motore di sviluppo, per il benessere di cittadinanza”

16 nov. 2021 – Sabato 27 novembre, dalle ore 9.30 alla 12.30, all’Arco della Pace di Milano, si terrà la manifestazione regionale con cui, Cgil Cisl Uil, nell’ambito della mobilitazione unitaria nazionale, chiedono al governo modifiche alla legge di bilancio 2022.

La manifestazione del 27 novembre era stata preannunciata dal segretario generale Cgil Lombardia, Alessandro Pagano, lo scorso 10 novembre, nel corso dell’assemblea organizzativa della categoria regionale della Funzione Pubblica.

“Non ci sono risposte sulle proposte e le rivendicazioni fatte da Cgil Cisl Uil, sulla qualità e la direzione delle politiche. La ripresa in corso è fatta sul crollo delle condizioni di lavoro, sulla precarizzazione. E i più colpiti sono i giovani” aveva detto Alessandro Pagano, nel suo articolato intervento, promettendo lotta anche dopo il 27 in assenza di riscontri positivi.

Lavoro, sociale, fisco, sviluppo e pensioni sono i macro temi della mobilitazione unitaria.

Con le categorie della Funzione Pubblica che vogliono “risposte per il futuro del lavoro e dei servizi pubblici”.

Anche Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, evidenzia che “questa legge di bilancio non va nella direzione della trasformazione economica e sociale che chiediamo. La tendenza alla ripresa che il Paese sta mostrando è fatta con il lavoro precario (contratti a termine, somministrazione, lavoro a chiamata e intermittente) e bassi salari. E si incentivano a pioggia le imprese. Intanto l’inflazione picchia sul potere d’acquisto e sulle pensioni. Bisogna creare invece buona occupazione e stabile e mettere più risorse per ridurre le tasse a chi lavora e a chi è in pensione, oltre a contrastare in modo tenace e concreto il lavoro nero, l’evasione e l’elusione fiscale”.

Inoltre, accanto alle risorse stanziate in finanziaria bisogna guardare all’uso che verrà fatto delle risorse europee. “Per anni il servizio pubblico è stato considerato solo un mero costo ed è stato denigrato, colpendo le lavoratrici e i lavoratori col solo e unico scopo di cedere sempre maggiori spazi al privato – sostiene Vanoli -. Oggi le risorse della legge di bilancio e del piano nazionale di ripresa e resilienza ridisegneranno l’Italia. Noi vogliamo che il nostro Paese sia valorizzato da un lavoro pubblico di qualità, per le sue condizioni interne e le prestazioni esterne, a garanzia dell’esigibilità vera e piena del diritto di cittadinanza. Un diritto che potremmo anche definire benessere di cittadinanza: investire nel lavoro pubblico come motore di sviluppo lo è”.