6 Dec 2021
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Articolo 177: fatta piazza pulita!

La Consulta ha bocciato la norma del Codice degli Appalti che avrebbe smantellato i servizi ambientali. Plaudono i sindacati che hanno fatto la loro parte con lo sciopero del 30 giugno

26 nov. 2021 – La Corte Costituzionale ha cancellato l’articolo 177 del Codice degli Appalti, quello per cui lo scorso 30 giugno si è fatto sciopero.

“L’art. 177 del codice appalti è stata una scelta folle, che sull’altare del libero mercato voleva sacrificare le imprese industriali e di qualità capaci, anche durante la pandemia, di garantire servizi essenziali con l’apporto fondamentale di migliaia di lavoratori e lavoratrici – sostengono Fp Cgil – Cisl Fp – Uiltrasporti eFiadel, che il 30 giugno erano scese in piazza insieme alle categorie del settore energia -. La salvaguardia dei servizi fondamentali e dell’occupazione non può e non deve essere messa in discussione in nessuno modo da nessuna legge; la Corte costituzionale ha reso giustizia” evidenziano.

Per poi ricordare che “Il Sindacato è per le regole, per le garanzie occupazionali e per l’applicazione dei contratti di settore; occorre investire in impianti, tecnologia e nella salute e sicurezza dei lavoratori e non frantumare i servizi pubblici locali in un mercato selvaggio favorevole anche ai soggetti spesso legati alla criminalità organizzata”.

“Quella norma doveva essere per forza cambiata e la lotta ha pagato, è una vittoria – commenta Davide Viscardi, segretario Fp Cgil Lombardia -. Diversamente, dal 2022 il settore dell’igiene ambientale sarebbe stato smantellato da appalti al massimo ribasso, dato l’obbligo di esternalizzare l’80% delle attività per chi ha concessioni in affidamento diretto, con il 20% rimanente da assegnare a società collegate in house. L’articolo 177 avrebbe avuto ricadute negative sulla qualità dei servizi, sulla tenuta occupazionale e le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Quindi siamo soddisfatti. Certo, la politica avrebbe dovuto fare la sua parte, invece è dovuta intervenire la Consulta – continua Viscardi -. Ma la questione era troppo importante per tutto il settore. Anche a suo rilancio e tutela ora andiamo avanti, con lo sciopero dei servizi ambientali del 13 dicembre per il rinnovo contrattuale”.