25 Jan 2022
HomeBergamoAts Bergamo e tracciamento Covid

Ats Bergamo e tracciamento Covid

Manca personale per il tracciamento e l’Agenzia di Tutela della Salute recluta i tecnici della prevenzione. Il Comitato iscritti Fp Cgil prende posizione. Il segretario generale della categoria orobica Rossi: “Assumere, assumere, assumere”

22 dic. 2021 – “Il problema di ATS non credo proprio sia il luogo dove discutere, ma il fatto che dopo quasi due anni di pandemia non è in grado gestire al meglio ciò che non si può più definire emergenza!”. Così Roberto Rossi, segretario generale Fp Cgil Bergamo, commentando un articolo del quotidiano L’Eco di Bergamo che rilancia la presa di posizione del Comitato iscritti Cgil all’interno dell’Agenzia di Tutela della Salute.

In sostanza, la radice dei problemi è sempre quella cronica: la carenza di personale. Per cui l’Ats, per dare manforte alle attività di tracciamento del Covid, recluta operatrici e operatori anche tra i tecnici della prevenzione, sospendendo dal 20 dicembre le prestazioni differibili del loro Dipartimento.

“Il direttore generale dell’Ats di Bergamo sostiene di non voler affrontare la questione a mezzo stampa ma il punto vero è che i vuoti di organico sono strutturali e peggiorano (a fine 2020 i dipendenti erano 548, ora sono 526), mentre le ondate pandemiche non sono più un evento inaspettato, bisogna saper prevedere e organizzare a dovere i servizi, senza sguarnirli tra di loro per mettere toppe – spiega Rossi -. Come ha fatto notare il nostro Comitato iscritti, c’è un decreto ministeriale del 2020 che prevede, come standard per le indagini epidemiologiche e il monitoraggio territoriale, almeno una figura ogni 100mila abitanti. L’Ats ha sostituito i pensionamenti senza assumere nuovo personale. Spostando inoltre sulle attività amministrative i tecnici della prevenzione che non possono essere distolti dal loro compito dì vigilare sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare in un periodo storico in cui le morti bianche sono ancora una tragica e inaccettabile realtà. Il punto – aggiunge il sindacalista – non è solo la confusione di ruoli tra tecnici della prevenzione e assistenti sanitari, né la loro collaborazione in attività più burocratiche, vista la fase. Il punto è che il sistema salute deve avere gamba e braccia in ogni fase, sempre e comunque. Assumere, assumere, assumere, lo ribadiremo ad oltranza”.