25 Jan 2022
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Sanità pubblica bergamasca / Rispondere è trasparenza

Fp Cgil e Cgil di Bergamo stanno svolgendo un’indagine su ricoveri e prestazioni ambulatoriali negli anni 2019, 2020 e 2021, partendo dalle tre Asst. Ma una si nega

30 dic. 2021 – Il detto “Domandare è lecito, rispondere è cortesia” non può valere per un servizio pubblico che ha il dovere della trasparenza e quindi di rispondere. Vedi alla richiesta di dati su ricoveri e prestazioni ambulatoriali effettuati per il triennio 2019-2021 fatta da Fp Cgil e Camera del Lavoro di Bergamo alle tre aziende socio sanitarie territoriali. Una ha risposto, un’altra si nega e della terza si resta in attesa.

“La terza è la Asst Bergamo Est, mentre è la Asst Bergamo Ovest a non volerci dare i dati. Si trincera dietro a un ‘segreto industriale’ che non ha fondamento, visto che è un’amministrazione pubblica. Qui non si tratta di nascondere l’asso nella manica ma di rendere fruibili attività pagate anche attraverso le tasse. Per questo oggi abbiamo scritto al Consiglio di Regione Lombardia, vogliamo che si riporti l’azienda sul giusto binario. I dati richiesti vanno resi pubblici – afferma Roberto Rossi, segretario generale della Fp Cgil orobica.

“Vogliamo analizzare il ruolo svolto dalle aziende pubbliche erogatrici di prestazioni sanitarie in un triennio segnato in maggioranza dal Covid-19 e quindi capire quali risposte sono state fornite a cittadine e cittadine in una fase così drammatica, raffrontandola con un 2019 ancora non pandemico” spiega il sindacalista. “In merito, i dati che ci ha invece fornito Asst Papa Giovanni XXIII dicono di uno sforzo davvero importante sostenuto grazie a tutte le lavoratrici e i lavoratori: non solo nell’affrontare l’emergenza sanitaria ma anche nel continuare a garantire i servizi per tutte le altre patologie, dalle oncologiche alle cardiologiche e neurologiche, che se trascurate non fanno meno danni del virus – aggiunge Rossi -. Va sempre ricordato che dove questi servizi vengono sospesi si apre ancora più mercato alle strutture sanitarie private, per le tasche di chi può permettersele. Questa non-libertà-di-scelta genera discriminazioni e ingiustizie sulla pelle, letteralmente, delle persone. E una inaccettabile spaccatura sociale”.

Sui dati raccolti, il sindacato farà prossimamente una sua elaborazione. E Rossi già anticipa: “Farò la stessa richiesta anche alle aziende della sanità privata, per avere il quadro più completo possibile della situazione”.