25 Jan 2022
HomeBresciaAffanno Covid / La denuncia della Fp Cgil Brescia

Affanno Covid / La denuncia della Fp Cgil Brescia

I segretari Moriello e Lazzaroni: “Si ponga la dovuta attenzione allo stato di salute di chi ha la responsabilità di prendersi cura dei cittadini”

10 gen. 2022 – Ci risiamo, con gli ospedali in affanno e il personale, già provato, tirato a molla. Il Covid-19, con la sua variante Omicron, dilaga e dalla Fp Cgil Brescia riparte l’allarme. “Le ASST stanno destinando un numero crescente di posti letto ai pazienti Covid, ad invarianza di organici. La conseguenza è una nuova e più forte pressione su tutte le lavoratrici e i lavoratori, dagli Ausiliari agli Operatori Socio Sanitari, dagli Infermieri ai Medici e a tutte le altre figure professionali chiamate a garantire continuità di cura ed assistenza”, denunciano Vincenzo Moriello e Nadia Lazzaroni, rispettivamente segretario generale e segretaria della categoria provinciale, chiedendo che anche a tutti loro vada garantito il diritto alla salute, “il benessere psicofisico come presupposto per assicurare agli utenti del servizio pubblico prestazioni di qualità”.

I sindacalisti riferiscono che “Sono ripresi gli spostamenti di operatori da un reparto all’altro che, sull’onda dell’emergenza, avvengono quasi sempre spesso senza particolare preavviso. Si bloccano le ferie già autorizzate, si saltano i riposi, si cambiano i turni di lavoro, si chiedono ore di lavoro aggiuntive ad un personale già spremuto oltre modo e per troppo tempo. Il sistema in affanno continua ad affidarsi allo sforzo e al sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità. E per l’ennesima volta siamo costretti a denunciare la troppo debole attenzione intorno alle problematiche strutturali – aggiungono –. In primo luogo le carenze di organico. Per questo chiediamo che si accelerino nuove procedure di reclutamento, si faccia in fretta la stabilizzazione del personale precario. Si stanzino le risorse necessarie per adeguare rapidamente e concretamente i fabbisogni professionali alla effettiva domanda di salute”.

Nella loro denuncia, non manca un affondo sull’ultima riforma della sanità, targata Letizia Moratti- Attilio Fontana. “Ci chiediamo per quale motivo, in una Regione che ha affermato l’equivalenza tra pubblico e privato nell’erogazione dei servizi sociosanitari, e dove oltre il 40 per cento dei posti letto è gestito dal privato, si continua a caricare quasi esclusivamente sul pubblico la responsabilità di garantire la salute dei cittadini colpiti da una pandemia – affermano Moriello e Lazzaroni –. Il pubblico ha già provveduto a ridurre l’impegno verso patologie no Covid, contingentare i ricoveri ordinari, chiudere i posti letto di sub intensiva cardiologica, attivare posti letto Covid con personale di altri reparti, e sta fronteggiando i bisogni del territorio. Per l’ennesima volta il pubblico è in prima linea a fronteggiare l’emergenza, il privato lo è sempre in misura marginale. Su questa nuova emergenza si misura anche la prospettiva della nuova Riforma regionale: più opportunità a garanzia della salute dei cittadini o più opportunità per la sanità privata?”.