24 May 2022
HomeLeccoL’alleanza necessaria per la sanità pubblica: i tre presidi marzolini della Fp Cgil Lecco

L’alleanza necessaria per la sanità pubblica: i tre presidi marzolini della Fp Cgil Lecco

Per il segretario generale Tramparulo: “La difesa del servizio sanitario pubblico, in particolare nella nostra regione, va rimesso al centro della discussione politica, il rapporto pubblico privato, la carenza di personale”

1 mar. 2022 – “Vogliamo non solo denunciare ma anche sensibilizzare i cittadini, creare un’alleanza tra lavoratori e cittadini per una sanita pubblica e universale”. Così Lello Tramparulo, segretario generale della Fp Cgil Lecco, nell’annunciare i tre presidi che si terranno davanti agli ospedali di Bellano, il prossimo 10 marzo, di Merate, il 17, e Lecco, il 24 marzo, a sostegno del servizio sanitario pubblico, per valorizzare la medicina del territorio, contrastare le esternalizzazioni e ribadire la necessità di un piano straordinario di assunzioni di personale medico, infermieristico, amministrativo e di operatrici e operatori socio sanitari.

“La difesa del servizio sanitario pubblico, in particolare nella nostra regione, va rimesso al centro della discussione politica, il rapporto pubblico privato, la carenza di personale” afferma il dirigente sindacale, contestando l’equiparazione tra sanità pubblica e sanità privata fatta in Lombardia.

“La sanità privata, molto sviluppata e presente nella nostra regione, ha certamente un ruolo importante, abbiamo molte strutture eccellenti anche nella nostra provincia, ma il suo ruolo deve restare integrativo e non sostitutivo” evidenzia Tramparulo. Ragionando anche sul fatto che, se il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha messo risorse sulla sanità, specie, territoriale, per la creazione di strutture come le case e gli ospedali di comunità, occorrono anche investimenti sul “personale necessario per farle funzionare”. E non lasciarle scatole vuote, per la gioia degli interessi del privato.

Il rischio oramai sempre più vero è che, alla fine, “il privato potrebbe essere l’unica soluzione. Purtroppo  questo già accade nei nostri ospedali attraverso l’utilizzo di personale somministrato e in appalto. Le assunzioni non possono essere limitate alla sola sostituzione del personale dimesso per pensionamento – incalza Tramparulo -. È necessario che le aziende sanitarie dichiarino il reale fabbisogno di personale per affrontare l’enorme carico di prestazioni accumulate anche per causa dell’emergenza pandemica”.

Vecchi e nuovi problemi che si scaricano sull’organizzazione del lavoro e sui servizi, che o vengono sacrificati, vedi la psichiatria (quando, peraltro i disagi di salute mentale sono “emergenti”), o prevedono lunghe liste d’attesa.

Nel Paese con uno dei Servizi sanitari nazionali che ha fatto invidia al mondo, nel Paese con il diritto alla salute sancito nella Carta Costituzionale, oggi c’è un paradigma da “fermare”: quello che per curarsi si debba pagare, per cui lo fa chi può. Mentre invece è l’universalità e la gratuità delle cure quella da estendere e rafforzare. Ricordando che “investire nella prevenzione è l’unica strada per migliorare la condizione di salute dei cittadini ed evitare costi esorbitanti per il futuro”.

Nota stampa