25 Sep 2022
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Mantova / Parte la mobilitazione unitaria delle lavoratrici e lavoratori delle Rsa per il rinnovo del contratto nazionale

In linea con il mandato di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl nazionali, la protesta inizia con assemblee, presidi, blocco del lavoro straordinario. La segreteria della Fp Cgil mantovana:Le lavoratrici e i lavoratori, che tanto si sono spesi anche sotto questa pandemia, meritano il giusto riconoscimento e rispetto”

14 mar. 2022 – Il contratto nazionale delle lavoratrici e lavoratori delle Residenze Sanitarie Assistite, cioè il ccnl Aris e Aiop Rsa, è al palo da 14 anni, e le categorie sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl fanno partire una mobilitazione in tutto il territorio nazionale.
Per cosa si lotta? Per “un contratto che riconosca dignità, diritti e salario” e per smuovere “l’immobilismo” delle controparti datoriali, l’
Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari e l’Associazione Italiana Ospedalità Privata.

Nel mantovano il rinnovo contrattuale interessa circa 500 lavoratrici e lavoratori e la Fp Cgil locale li fotografa: “Sono principalmente donne che lavorano per Kos Servizi (gruppo De Benedetti) che ha in gestione cucina e pulizie dell’Ospedale di Suzzara, per RSA Villa Carpaneda di Rodigo (gruppo Gheron), alla Casa del Sole di San Silvestro. Il Gruppo Mantova Salus di Nicchio annovera la concentrazione più alta di dipendenti con contratto AIOP RSA: 300 dipendenti circa nelle strutture RSA Villa Azzurra di Borgovirgilio, RSA Beata Paola di Volta Mantovana, RSA San Pietro di Castiglione, RSA Green Park di Mantova.

Il sindacato del quadrato rosso evidenzia inoltre che “ci sono strutture dove le relazioni sindacali hanno determinato accordi per il personale con condizioni normative migliorative del contratto nazionale. Con Gheron anche la parte economica è stata migliorata attraverso l’armonizzazione del contratto AIOP con il contratto delle cooperative sociali. D’altro canto – aggiunge la Fp Cgil Mantova – vi sono strutture dove ancora sono carenti i dispositivi di protezione individuale a due anni dall’inizio del covid e dove il personale non è più nelle condizioni di accettare un contratto inadeguato sia dal punto di vista economico che normativo. Tanto che il personale matura la scelta di andare a lavorare nel pubblico o in strutture dove le condizioni contrattuali sono favorevoli perché vi si applica il contratto nazione UNEBA o dove il contratto delle Cooperative Sociali è integrato da accordi sindacali di miglior favore”.

Sul tema la categoria era intervenuta anche nei giorni scorsi, nella replica che la segretaria generale Elena Giusti, aveva fatte alle dichiarazioni di Michele Nicchio, presidente nazionale di Aiop Giovani e direttore operativo del Gruppo Mantova Salus, non solo più in generale sulle carenze di personale infermieristico per cui pubblico e privato si contendono una coperta già corta, ma anche, appunto, per il contratto fermo Aris e Aiop Rsa che penalizza, tra gli altri, anche le infermiere e gli infermieri in servizio presso le residenze per anziani.

Questa mobilitazione per fare ripartire il tavolo nazionale delle trattative è doverosa e necessaria – incalzano dalla segreteria Fp Cgil mantovana –. Non si capisce perché Aris e Aiop giunte, pur con un pesante ritardo, alla firma del contratto della sanità privata, tergiversino su quello delle Rsa. Basta, la pazienza è finita! Come da indicazioni nazionali, insieme alle assemblee, partirà il blocco del lavoro straordinario e organizzeremo presidi davanti alle strutture. Le lavoratrici e i lavoratori, che tanto si sono spesi anche sotto questa pandemia, meritano il giusto riconoscimento e rispetto”.

Nota Fp Cgil Mantova