4 Dec 2022
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Riforma sanitaria – Sondrio / Regione Lombardia e dell’immaginazione

Cgil, Fp Cgil e Spi territoriali denunciano le contraddizioni del riassetto del welfare e chiedono la riconvocazione del tavolo provinciale di lavoro sulla sanità

28 apr. 2022 – “Ci piacerebbe sapere da dove Regione Lombardia immagina possa giungere, a breve, il personale infermieristico che dovrebbe costituire l’ossatura degli Ospedali di Comunità, visti i numeri di quanti raggiungeranno i requisiti pensionistici nel prossimo quinquennio e di quanti residenti si laureano presso l’unica struttura universitaria presente, quella di Faedo. E ancora, ci piacerebbe sapere come potranno funzionare le Case della Comunità senza la presenza del tassello fondamentale dei Medici di base, che già vivono una situazione pesantissima e non sono disponibili ad aumentare il numero di ore prestate come richiesto dalla Moratti”. L’Assessora al Welfare di Regione Lombardia ha partecipato di recente all’inaugurazione dell’Ospedale di Comunità di Morbegno e delle Case della Comunità di Morbegno, Bormio e Livigno, e Cgil, Fp Cgil e Spi di Sondrio, con Michela Turcatti e Ettore Armanasco, in una nota stampa evidenziano le incongruenze di una riforma sanitaria che pare non avere ali per decollare.

“Non possiamo permetterci riforme di carta, la salute delle persone è un diritto fondamentale e indisponibile” afferma Turcatti, in qualità di segretaria generale della Fp Cgil Sondrio e segretaria confederale, portando un caso concreto. “Per l’Ospedale Morelli viene lanciata l’idea dell’apertura futuribile di 20 posti letto in rianimazione quando non si è ancora in grado di far ripartire i reparti chiusi con l’arrivo del Covid. Come si fa, nel caso specifico e più in generale, a parlare di rilancio e investimenti senza avere un programma e obiettivi precisi? – chiede la sindacalista -. Per non ricordare vere e proprie bizzarrie, come le nuove camere operatorie realizzate all’Ospedale di Tirano poco prima di chiuderlo!”.

Cosa chiede il sindacato del quadrato rosso? “Coerenza, rispetto, fatti. Ma anche, da parte di politica, istituzioni e forze sociali una visione di sistema della sanità territoriale e che guardi il più possibile a un orizzonte unitario invece che frammentato e contrapposto. La sanità pubblica sta già perdendo troppi pezzi a favore del privato. Non solo. La qualità dei servizi territoriali e ospedalieri rischia di peggiorare. Questo significa un danno per i diritti delle persone: cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori del settore. E non si fa! Per questo come Cgil chiediamo che la Provincia riconvochi il tavolo di lavoro sulla sanità e al più presto”.

COMUNICATO STAMPA