12 Aug 2022
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Asst Garda: indetto lo stato di agitazione

Tutte le organizzazioni sindacali compatte nella protesta, con una tre giorni di assemblee che ha evidenziato il malessere delle lavoratrici e dei lavoratori. Lazzaroni (Fp Cgil Brescia): “Con forza e tenacia continuiamo a rivendicare un piano straordinario di assunzioni e condizioni di lavoro migliori”

13 giu. 2022 – Indetto lo stato di agitazione del personale dell’Asst Garda. Con i sindacati che già hanno avvertito: se l’amministrazione continua a glissare sarà sciopero, simbolico ma sciopero.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’Asst Garda, ascoltati nella tre giorni di assemblee tenute dall’8 al 10 giugno, ci hanno rappresentato tutta la loro stanchezza e il loro malcontento. Le carenze di organico pesano sull’organizzazione del lavoro, e così si saltano i riposi, viene meno il rispetto orario dei turni e per di più non sono stati ancora riconosciuti gli incrementi economici concordati nel 2021, dalla reperibilità al multi turno, dalle performance all’incarico di funzioni” racconta Nadia Lazzaroni, segretaria Fp Cgil Brescia.

I buchi in organico nei presidi territoriali di Desenzano/Lonato, Manerbio/Leno e Gavardo/Salò interessano un po’ tutte le figure professionali, dagli infermieri e oss ai tecnici di radiologia e laboratorio, dai medici e fisioterapisti alle ostetriche, di cui Fp Cgil-Cisl Fp-Uil Fpl-Nursind e Nursing up segnalano “particolare carenza”. Ma non va meglio per i ruoli amministrativi, con la situazione generale che viene aggravata da uno “stillicidio di dimissioni dovuto al fatto che l’azienda ha perso attrattività”.

È la stessa direzione aziendale ad avere fornito dati che parlano da soli: i circa 2500 dipendenti del comparto negli anni hanno accumulato 236mila ore di straordinario e 25.907 giorni di ferie arretrate. “Peccato che la Asst abbia finora ignorato le nostre richieste di incontro in materia. Come tenere, ad esempio, il giusto equilibrio tra diritto alle ferie estive e tenuta del servizio? Anche se, a tal fine, l’azienda ha deciso di ridurre di 53 posti letto a giugno, 63 a luglio e 53 a settembre, nemmeno con questa contrazione si riuscirà a fare ferie senza salti di riposo, turni di 12 ore, ricorso alla libera professione specie in alcuni ambiti, vedi ostetricia. Con forza e tenacia pertanto continuiamo a rivendicare un piano straordinario di assunzioni e condizioni di lavoro migliori per tutte le operatrici e operatori dell’azienda socio sanitaria” attacca Lazzaroni.

E poi lo sciopero di un minuto.Il ruolo del Servizio Sanitario Pubblico è per noi irrinunciabile ed è evidente come i tagli alla sanità pubblica, il blocco del turn over e lo stop ai concorsi abbiano per anni favorito, invece, la sanità privata, di cui la nostra regione fa scuola. Eppure il servizio pubblico anche sotto pandemia ha mostrato tutta la sua importanza. Lo sciopero di un minuto sarà per dare comunque un segnale, senza farlo ricadere su cittadine e cittadini, già penalizzati dalle ricadute su servizi sanitari a cui mancano il numero adeguato di braccia e gambe. Noi possiamo assicurare che non ci fermeremo” chiude Lazzaroni.