14 Jul 2024
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Divise di lavoro / Gruppo La Villa: paga tu, no io no!

I sindacati comaschi hanno provveduto a formale diffida contro l’azienda che gestisce cinque strutture socio assistenziali nel territorio e che ha imposto prima il lavaggio e poi il costo degli indumenti di lavoro ai propri dipendenti. Macrì (Fp Cgil): “Una decisione inaccettabile, in spregio alla normativa su salute e sicurezza e, ancora prima, alle lavoratrici e lavoratori”

29 lug. 2022 – Sindacati pronti ad aprire una vertenza sindacale nei confronti del Gruppo La Villa che, nel comasco, ha la proprietà e la gestione delle Rsa Pascoli a Cucciago, Foscolo e Carducci a Guanzate, Santa Maria della Pace a Cernobbio e delle Comunità Psichiatriche a Fino Mornasco, con complessivamente circa 180 lavoratrici e lavoratori dipendenti.

A spiegarci le ragioni, Stefania Macrì, della Fp Cgil Como.

Il Gruppo La Villa lo scorso aprile ha cambiato il protocollo aziendale prescrivendo alle lavoratrici e ai lavoratori, cioè infermieri, operatori socio sanitari, addetti alle cucine e alle pulizie, di lavare a casa le proprie divise di lavoro. Come Cgil, insieme alla Uil, abbiamo subito fatto denuncia all’Ats perché portare in casa indumenti sporchi di materiale biologico, dal sangue alle feci, espone a rischi per la salute non solo i dipendenti ma anche le loro famiglie. L’abbiamo definito un vero e proprio costo di sicurezza a loro carico”.

E com’è andata? “All’incontro sindacale con l’azienda, venerdì 22 luglio, veniamo a sapere che l’Ats ha imposto al Gruppo La Villa, in quanto datore di lavoro e a tutela della salute e sicurezza dei dipendenti, di provvedere direttamente al lavaggio delle divise. Lo farà ma facendolo pagare alle lavoratrici e ai lavoratori, 25 centesimi a capo”.

Quindi? “Questa decisione è inaccettabile ed è in spregio al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro che vieta tali addebiti ai propri dipendenti, e, ancora prima, alle lavoratrici e lavoratori, che garantiscono un servizio diventato ancora più faticoso, stressante e rischioso sotto pandemia. In tanti sono rimasti contagiati dal Covid, tutti hanno mostrato sempre senso del dovere e della responsabilità, a differenza dell’azienda. Sono, e noi con loro, giustamente molto arrabbiati. Abbiamo già inoltrato formale diffida e allertato l’Agenzia di Tutela della Salute e l’Ispettorato del Lavoro di Como. Se scatterà l’addebito sarà lotta”.

Comunicato stampa