23 Feb 2024
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Il ccnl delle Funzioni Locali e il ruolo di delegate e delegati Rsu

Dal seminario formativo organizzato dalla Fp Cgil Lombardia, con Alessandro Purificato della Fp Cgil nazionale, il dovere di aggiornarsi e l’importanza di avviare la contrattazione decentrata

15 sett. 2022 – “Questo nuovo testo porta a un nuovo ruolo delle delegate e dei delegati Rsu, con le materie delle relazioni sindacali che vanno ad aumentare. In particolare, per lo smart working, che finalmente raggiunge lo status di diritto da conquistare e da garantire. Ora che nel contratto delle Funzioni Locali le attività smartabili sono materia di confronto viene imposto alle nostre controparti di discuterne con noi, evitando quei casi che sono successi, anche in Lombardia, nei mesi più difficili della pandemia, quando degli amministratori hanno negato la smartabilità del lavoro”. Così Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia, al primo seminario formativo che la categoria ha organizzato con le proprie Rsu, in presenza e on line (più di 100 persone collegate), per analizzare l’ipotesi contrattuale siglata lo scorso 4 agosto dopo una lunga trattativa e che coinvolge circa 430mila lavoratrici e lavoratori di comuni, province, città metropolitane, camere di commercio, Regioni, strutture socio sanitarie gestite dagli enti locali, aziende speciali.

In Lombardia, ad esempio, il mondo degli enti locali è “variegato e complesso. Abbiamo oggi 1506 comuni, di cui moltissimi piccoli, piccolissimi e medi. Abbiamo 11 province, 1 città metropolitana, un sistema di camere di commercio in parte rinnovato e in parte da rinnovare e un sistema di aziende speciali molto diffuso nel territorio. Soggetti ibridi con il privato, a cui abbiamo provato a garantire in pieno l’applicabilità del contratto: l’Aran ha respinto per una questione di rappresentanza delle controparti la nostra richiesta ma qualche pezzetto l’abbiamo portato avanti”.

La promessa fatta durante la campagna elettorale Rsu, per cui la Fp Cgil Lombardia avrebbe garantito la formazione agli eletti, a maggior ragione se nuovi, è stata mantenuta. Ma se “la formazione è un dirittoè anche “un dovere, visto il ruolo fondamentale delle delegate e delegati nei luoghi di lavoro. Sono loro che possono cambiare le condizioni di lavoro di colleghe e colleghe e per farlo devono essere sempre aggiornati”, sostiene Pirovano.

A spiegare il ccnl 2019-2021 delle Funzioni Locali ci pensa Alessandro Purificato, capo area della Fp Cgil nazionale, che si è addentrato in un’analisi tecnica, tra punti di avanzamento e nodi ancora da sciogliere, rispondendo alle diverse domande sollevate.

Accompagnato da slide, Purificato ha messo in fila gli elementi innovativi dell’ipotesi contrattuale: tabellari e conglobamento dell’elemento perequativo; rafforzamento delle relazioni sindacali; nuovo sistema di classificazione; progressioni tra e all’interno delle aree; novità nella costituzione e utilizzo del fondo del salario accessorio; novità nelle indennità; rapporto di lavoro; lavoro a distanza; specifiche sezioni, in aggiunta a quella della polizia locale, per il personale educativo, per il personale iscritto a ordini e albi professionali, per il personale socio sanitario e socio assistenziale che sta nel comparto.

Quello delle Funzioni Locali è un comparto vario, per grandezza degli enti ma anche per le professionalità che lo compongono – afferma Pirovano –. Dentro il rinnovo dell’ordinamento professionale avviato ci sarà la possibilità di valorizzare le lavoratrici e i lavoratori in base a quello che fanno negli enti locali. Soprattutto negli enti piccoli si fa di tutto, in particolare si svolgono mansioni superiori rispetto all’inquadramento e alla retribuzione, per le responsabilità che si attivano. Il nuovo contratto garantirà una migliore coerenza tra profilo professionale e il lavoro che si va a svolgere”. Ma affronta anche “una questione importantissima rispetto alla salute e sicurezza e la difesa delle lavoratrici e dei lavoratori – in particolare assistenti sociali e polizia locale – dagli attacchi di terze persone”.

L’ipotesi contrattuale è, da un lato, al vaglio dei passaggi contabili con il Ministero dell’Economia e la Corte dei conti, dall’altro al vaglio delle assemblee unitarie.

Questo rinnovo non cade dalle stelle ma nasce dalla mobilitazione (presidi, manifestazioni, scioperi) che in questi anni non si è mai fermata – rileva Pirovano –. Il rinnovo del 2018 arrivò dopo quasi un decennio di blocco contrattuale e lì sancimmo che l’impegno del rinnovo professionale del lavoro pubblico era solo iniziato. Il rinnovo del 2022 arriva comunque a contratto scaduto ma – prosegue la sindacalista – abbiamo aperto un percorso che, appunto, non riguarda più solo la parte economica, ma avvia una riforma anche dell’ordinamento professionale”.

Nelle sue conclusioni, Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, ha prima evidenziato il “percorso di formazione permanente” che la categoria metterà in atto e poi ha ricordato le tappe che hanno portato non solo a questo rinnovo, ma al contratto in quanto tale, visto che per i dipendenti pubblici un tempo c’era solo la legge e il fatto di poter contrattare, “soprattutto l’organizzazione del lavoro”, è stato una conquista. E una riconquista nel 2018, dopo il blocco decennale sia della contrattazione decentrata sia della contrattazione integrativa, ad opera del primo ministero Pa guidato da Renato Brunetta e sotto il vento della disintermediazione politica che ha insidiato pesantemente il ruolo delle rappresentanze sindacali.

Avviate la contrattazione nei posti di lavoro, affermate il vostro ruolo nella contrattazione – sollecita Vanoli -. Abbiamo fatto i salti mortali quadrupli in questo contratto per riconquistarci la contrattazione. Ma non è che ce l’abbiamo in tasca e non ce la tocca più nessuno. L’unico modo di consolidarla è quello di praticarla. E praticandola e raccordandoci tra di noi per come la pratichiamo, noi riusciremo a portare avanti i grandi obiettivi della nostra organizzazione”.

Il riferimento principale è alle dieci proposte presentate all’assemblea nazionale delle delegate e delegati Cgil del 14 settembre a Bologna, che includono importanti rivendicazioni portate avanti dalla categoria per il lavoro pubblico – con le specifiche risorse da stanziare nella prossima legge di bilancio – e la necessaria trasformazione sociale e non solo del Paese.