3 Oct 2022
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Giustizia / Indetto lo stato di agitazione unitario delle lavoratrici e dei lavoratori

Russo (Fp Cgil): “Ingiuste penalizzazioni sulle progressioni economiche e di carriera. Chiediamo l’apertura del confronto sull’integrativo e la piena esigibilità del contratto nazionale”

22 sett. 2022 – “Da mesi stiamo chiedendo ai vertici del Ministero, e dei quattro dipartimenti che lo compongono, l’apertura del tavolo negoziale per iniziare il confronto sul contratto integrativo del personale del comparto delle Funzioni Centrali e procedere agli adempimenti previsti dal CCNL 2019/2021 e dare risposte alle aspettative vecchie e nuove del personale, a partire dalle progressioni verticali che consentirebbero l’apertura di percorsi di carriera, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta”. Così Cgil Cisl Uil della Funzione Pubblica nel proclamare lo stato di agitazione delle lavoratrici e lavoratori della Giustizia.

“Non stiamo chiedendo la luna ma la legittima e piena esigibilità del contratto nazionale. Dal prossimo novembre entra in vigore  il nuovo sistema di classificazione ma a questo ritmo, senza confronto, si rischia seriamente di non completare l’iter contrattuale. Bisogna sbloccare i passaggi di area ed economici: sono 30 anni che aspettiamo, non possiamo perdere anche questa occasione! Oltre il danno, la beffa. Non lo permetteremo! – commenta Felicia Russo, coordinatrice Fp Cgil -. Per le lavoratrici e lavoratori il danno si aggrava per la disapplicazione  dei precedenti contratti. Ritardi su ritardi sulle progressioni economiche, ancora da portare a termine. Perché queste penalizzazioni per il personale della Giustizia rispetto al resto del pubblico impiego? La nostra lotta proseguirà fino a un vero  cambio di passo da parte del Ministero”.