4 Dec 2022
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Vigili del Fuoco: al via un nuovo stato di agitazione

Giacalone (Fp Cgil Lombardia): “Siamo stanchi di non essere ascoltati ma forti delle nostre ragioni. I risultati della nostra lotta arriveranno”

23 sett. 2022 –Non abbiamo più alternative, solo promesse cadute nel vuoto. Il personale è stanco, scontento e demotivato. Ci chiede di agire con forza perché l’arrabbiatura è tale da non poter continuare a lavorare in queste condizioni”. I Vigili del Fuoco di Cgil Cisl Confsal tornano in stato di agitazione nazionale, perseverando – in vista delle risorse da stanziare nella prossima legge di bilancio – nelle richieste di aumentare gli organici, di rinnovare il contratto 2021-2024, di migliorare le condizioni previdenziali e di salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.

“Abbiamo da distribuire 40 milioni di euro provenienti da un percorso di armonizzazione del Corpo con altri Corpi dello Stato. Non riusciamo a comprendere le motivazioni che ostacolano il percorso di distribuzione delle risorse. Il personale specialista è costretto a subire il blocco dei concorsi per i passaggi di qualifica, delle mobilità e, nel merito della questione economica, delle risorse che, per una parte, sono spettanti dal 2018” rilevano i sindacati.

 “L’apertura di un nuovo stato di agitazione si è resa necessaria per l’inerzia dell’Amministrazione che ha bucato gli impegni presi lo scorso 2 agosto nella procedura di conciliazione – commenta Michele Giacalone, coordinatore dei Vigili del Fuoco Fp Cgil Lombardia -. Noi proseguiremo con le iniziative di pressione, come già fatto con la manifestazione a Roma lo scorso 14 settembre. Siamo stanchi di non essere ascoltati ma forti delle nostre ragioni”.

È incredibile questo misconoscimento del Corpo, a fronte del grande lavoro che fate soccorrendo la popolazione. “È frustrante, ma siamo abituati a lottare e crediamo nel nostro valore e nella nostra funzione, i risultati della nostra lotta arriveranno – sostiene Giacalone -. Tra le nostre rivendicazioni – prosegue – ci sono il riconoscimento delle malattie professionali e l’assicurazione Inail, più formazione professionale, avere mezzi e un equipaggiamento più adeguati ai nostri interventi. Va anche cambiata la nuova gestione delle emergenze, il cosiddetto ‘bottone rosso’, che è sempre più fallimentare, per non dire un disastro. Per quanto riguarda poi, nello specifico, la Lombardia chiediamo assunzioni di personale amministrativo mirate sul territorio: ci sono Comandi che non riescono a portare avanti il lavoro d’ufficio e sono costretti a far migrare personale operativo negli uffici togliendo così risorse al soccorso tecnico urgente. La coperta si fa sempre più corta”.