4 Dec 2022
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Consorzio Desio e Brianza / Integrativo o non integrativo?

Papini (Fp Cgil Monza Brianza): “Vogliamo che siano mantenuti gli impegni presi. Facciamo appello all’Assemblea dei sindaci dei comuni soci. O il contratto integrativo tutela davvero dal passaggio al ccnl Uneba o si torna al contratto delle Funzioni Locali. Siamo pronti alla mobilitazione”

22 nov. 2022 – “Sia il Consorzio sia i sindaci ci avevano assicurato che il passaggio al contratto Uneba sarebbe servito esclusivamente ad avere un contratto privatistico in ragione del quale l’Inps avrebbe pagato le indennità di malattia, che sotto il contratto delle Funzioni Locali sarebbe invece saltato, andando a pesare, con i suoi circa 90mila euro, sull’ente. Come Fp Cgil, insieme alla Cisl e alla Rsu, dopo il mandato avuto in assemblea dalle lavoratrici e dai lavoratori, ci siamo seduti al tavolo per redigere un contratto integrativo – da sottoporre poi a referendum delle lavoratrici e dei lavoratori – che salvaguardasse sul piano normativo ed economico i circa 130 dipendenti. La trattativa stava proseguendo molto bene, fino alla spaccatura dei giorni scorsi”. Silvia Papini della Fp Cgil Monza Brianza racconta della vertenza con il Consorzio Desio e Brianza, già ente pubblico, dal 2009 azienda speciale e di recente passata dai sette comuni consorziati (Nova milanese, Bovisio Masciago, Lentate sul Seveso, Desio, Muggiò, Cesano Maderno e Varedo) a otto (con Sovico).

L’anno scorso, in via unilaterale, il Consorzio ha comunicato la formale disdetta del contratto delle Funzioni Locali in favore del ccnl Uneba. “Abbiamo contrastato la decisione, chiedendo sia al consiglio di amministrazione sia all’assemblea dei soci di interrompere l’iter, poi, come ho già detto, di fronte alle garanzie di un integrativo tutelante sotto tutti i punti di vista per cui le lavoratrici e i lavoratori, in essere e a venire, non avrebbero perso nulla, abbiamo iniziato a lavorare su questo fronte”.

Dove si sono fermate le trattative? “Su due punti. Il primo è il riconoscimento degli incrementi legati ai futuri rinnovi del contratto Funzioni Locali. Il Consorzio vuole tenere conto solo dell’ultimo rinnovo e questo porterà, negli anni, a una perdita economica per le lavoratrici e lavoratori, smentendo nei fatti quanto finora affermato da Cda e dai sindaci – risponde Papini -. Il secondo punto è la nuova classificazione del personale attraverso cui il Consorzio vuole procedere in modo arbitrario a delle differenziazioni per alcune categorie (C e D). Vogliamo che siano mantenuti gli impegni presi”.

E ora? “Abbiamo convocato un’assemblea per il 25 novembre, in vista dell’incontro con il Consorzio il 1° dicembre. Facciamo appello ai sindaci dei comuni soci, che si erano spesi dando la loro parola rispetto a un contratto integrativo che doveva fare da cerniera di salvaguardia nel cambio contrattuale. O l’integrativo mantiene le promesse o si torna al contratto delle Funzioni Locali. Questa per noi è la strada. Ora ascolteremo le lavoratrici e i lavoratori. Siamo pronti a ogni forma di mobilitazione”, chiude Papini.