4 Dec 2022
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Risparmio energetico e Pa / Tutto bene con il lavoro agile?

Pirovano (Fp Cgil Lombardia): “Bisogna fare attenzione: in nome del risparmio dell’ente, i costi energetici non vanno scaricati sulle lavoratrici e i lavoratori. Chiediamo, a tutti i livelli, di discuterne”

22 nov. 2022 – In tempi di crisi (anche) energetica, anche le pubbliche amministrazioni sono state invitate, con circolare del dipartimento della Funzione Pubblica, a inserire il risparmio energetico tra gli obiettivi del Piao, il piano integrato di attività e organizzazione, nello specifico nella sezione ‘valore pubblico, performance, anticorruzione’. E tra le misure prese in considerazione c’è il lavoro agile, che un grande rodaggio ha avuto con l’arrivo della pandemia.

Ne parliamo con Lucilla Pirovano, coordinatrice regionale Fp Cgil Lombardia, con delega alle Funzioni Locali.

“Siamo dentro a una grande crisi energetica ed economica che interessa persone, famiglie, imprese e istituzioni. In questo scenario, va comunque considerato che lo smart working è una modalità di lavoro innovativa e non uno strumento per tamponare le emergenze – afferma la sindacalista -. Bisogna ragionare sulla sua caratteristica di elasticità, su un’organizzazione dei processi che favorisca sempre di più il lavoro per obiettivi e alimenti un clima di fiducia reciproca. Garantendo, naturalmente, anche il rispetto del contratto nazionale e il ruolo del confronto sindacale”.

A cosa ti riferisci? “Bisogna fare attenzione: in nome del risparmio dell’ente, i costi energetici non vanno scaricati dai datori di lavoro sulle lavoratrici e i lavoratori”.

E come si fa? “Cercando soluzioni insieme, per questo stiamo chiedendo a tutti i livelli di poterci confrontare con gli enti, per condividere azioni che contrastino i problemi economici di tutti e, dal nostro punto di vista, a partire da quelli delle lavoratrici e dei lavoratori che vanno tutelati”.

Intanto l’ente spegne luci e riscaldamento e nelle case resta tutto acceso? “Non vogliamo assolutamente che i risparmi dell’amministrazione si traducano in aggravi di costo per le persone. Dalla Fp Cgil nazionale è già stata fatta la richiesta di redistribuire alle lavoratrici e ai lavoratori il 50% dei risparmi ottenuti dagli enti e di un confronto sui criteri di erogazione. Ribadiamo: vogliamo discuterne, serve un confronto”.