29 Jan 2023
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Rsa in Lombardia / Le proposte confederali per superare la crisi

Costituzione di un Osservatorio, regolazione di tariffe e rette, collaborazioni funzionali tra medie e piccole Rsa, valutazione multidimensionale e governo degli accessi nelle Rsa sono le proposte di Cgil Cisl Uil lombarde, insieme alle categorie della funzione pubblica e ai sindacati dei pensionati. Creston (Fp Cgil Lombardia): Imprescindibili alla tenuta del sistema sono anche le nuove assunzioni necessarie a dare gambe alle Rsa e una qualità del lavoro che passi attraverso il rispetto dei diritti del lavoro, a partire dai contratti nazionali da applicare a operatrici e operatori

2 dic. 2022 Per le residenze sanitarie assistenziali soggette a compartecipazione è necessario mettere mano a un provvedimento di riordino più strutturale che dia garanzie nel tempo di sostenibilità per enti gestori e famiglie, con riferimento a tariffe, rette e qualità del servizio. Cgil Cisl Uil lombarde, insieme alle categorie della funzione pubblica e ai sindacati dei pensionati, hanno in una nota messo nero su bianco le criticità delle Rsa e le richieste per trovare soluzioni, a partire da un tavolo permanente di confronto.

La situazione nelle strutture residenziali e nelle RSA in particolare, già complicata dalla pandemia, si è aggravata a causa della perdita di molte professionalità soprattutto infermieristiche e con il problema dei rincari energetici. I rischi che il sistema non regga per un concatenarsi di fattori cè afferma Gilberto Creston, segretario della Fp Cgil Lombardia.

Quali sono questi fattori? Le famiglie hanno sempre più difficoltà a sostenere le rette, la morositàpotrebbe diventare un fenomeno diffuso. Inoltre tante professionalità stanno fuggendo dalle Rsa, alla ricerca di condizioni contrattuali migliori, sia sul versante economico che normativo.
Tutto ciò nel contesto attuale che richiede invece un maggior impegno in termini di offerta di servizi e di prestazioni considerati i bisogni e la domanda espressa dalla cittadinanza”.

Cosa propongono i sindacati? Di costituire un Osservatorio con lobiettivo di monitorare i dati economici, organizzativi e di servizio delle strutture dellofferta sociosanitaria e di valutare la qualità e lintensità del servizio, per cui laddove serva, vengano aggiornati gli standard dei minutaggi assistenziali, rivisti i requisiti di accreditamento. Ovviamente imprescindibili sono le nuove assunzioni necessarie a dare gambe alle Rsa risponde Creston -. Occorre poi che Regione intervenga sulla regolazione delle rette, determinate in modo diverso dagli enti sul territorio, sia con una misura di carattere straordinario sia con una misura di carattere strutturale.

Cioè?Serve un intervento che sostenga le strutture senza che a pagare i rincari energetici siano le famiglie e pensiamo a un contributo pubblico straordinario per ogni posto letto contrattualizzato, vincolato a una scrittura, con cui il singolo ente si impegna con il committente pubblico: a non aumentare la retta rispetto alla quota fissata lanno precedente al sostegno economico, a mantenere i livelli occupazionali e a migliorare le condizioni di lavoro nelle strutture.
In Lombardia – aggiunge il dirigente sindacale – il comparto sociosanitario è gestito quasi interamente da strutture di diritto privato profit e non profit. È necessario un impegno maggiore da parte di Regione Lombardia sia nellambito della programmazione sia in quello delle regole di funzionamento del sistema, sfruttando anche i meccanismi di coprogrammazione e coprogettazione oggi previsti dalla normativa oltre a un rafforzamento dei percorsi di integrazione del sistema con il sociale.

Quindi? È necessario garantire che alle lavoratrici e ai lavoratori vengano applicati i contratti nazionali siglati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative e non contratti pirata che sviliscono i diritti e la dignità del lavoro sottolinea Creston -. Ancora, laggiornamento del valore della retta standard non va lasciato decidere solo dallente gestore ma anche dal committente pubblico che potrebbe intervenire a sostegno di criticità per evitare aggravi sulle spalle delle famiglie. Idem per la gestione di persone ospiti particolarmente complesse per esigenze di cura, per cui la tariffa per il posto letto contrattualizzato potrebbe riconoscere un livello essenziale di assistenza aggiuntivo a carico del fondo sanitario regionale. Si propone, infine, che ci siano collaborazioni funzionali tra Rsa sul territorio, per favorire economie di scala e risparmi gestionali, e che ci sia un governo degli accessi nelle Rsa su basi di appropriatezza, attraverso una valutazione multidimensionale che veda criteri uniformi e non arbitrari”.