26 Feb 2024
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Casorate Primo / Casa della Comunità: “la bella targa e il resto uno sfacelo”

Sturini (Fp Cgil Pavia): “Chiediamo di dare dignità alla sanità pubblica, per le lavoratrici e i lavoratori e le persone pazienti”

8 feb. 2023 – Continuano i presidi di Cgil – Fp e Spi Pavia sul territorio per denunciare i mali della sanità locale (e lombarda).

“Ieri siamo stati all’Ospedale Carlo Mira di Casorate Primo, dove è stata aperta, al suo interno, la Casa della Comunità. Con una bella targa e l’ambulatorio degli infermieri di famiglia. Peccato che tutto il resto sia uno sfacelo”. Patrizia Sturini, della Funzione Pubblica Cgil pavese, è allibita e arrabbiata: “È assurdo tagliare il nastro in una struttura vecchia, non messa a norma, con le mura scrostate, le porte senza maniglie, spifferi ovunque, armadi chiusi con cerotti. In un reparto mancano i letti elettrici e questo significa, per le operatrici e gli operatori, il rischio di infortunio nella movimentazione e, per i pazienti, quello di cadute. Neanche i dispositivi vanno bene, vedi le carrozzine che non si chiudono e i deambulatori accomodati con lo scotch. Insomma, è inammissibile che si lavori in queste condizioni e che si offra un servizio pubblico che non rispecchia le norme igieniche, di sicurezza, i criteri per gli accreditamenti!”.

La struttura di Casorate Primo fa parte degli 8 ospedali della Asst Pavia. Nel suo atrio una lapide ne ricorda i natali: “Carlo Mira Ingegnere per i concittadini poveri di Casorate I° fondò questo Ospedale per elargizione munifica della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. Ebbe compimento nel 1928″.

È un ospedale grandissimo e andrebbe valorizzato con investimenti seri. Invece è stato abbandonato, le ali destra e sinistra sono chiuse e su eventuali lavori in corso o futuri nella struttura alle organizzazioni sindacali non è dato sapere – evidenzia Sturini –. Oltre al reparto Covid, con gli attuali 4 pazienti (i bassi numeri sono una grazia rispetto alle carenze di infermieri, 3, e oss, 4), c’è un reparto di riabilitazione pneumologica che, palestra inclusa, è stato esternalizzato alla cooperativa Kos Care”.

Quindi? “Il privato non applica il contratto della sanità pubblica. Nel caso specifico, il personale in appalto lavora con il contratto Aris-Rsa. Questo significa che, all’interno di uno stesso ospedale, ci sono lavoratrici e lavoratori con condizioni contrattuali differenti. Non è giusto di per sé e non è giusto, a maggior ragione in un presidio di sanità pubblica, in un’istituzione pubblica che deve essere guidata dai principi costituzionali. Chiediamo di dare dignità alla sanità pubblica, di rafforzarla e non di privatizzarla, di darle dignità e decoro, sicurezza e attrattività a 360 gradi, dalle assunzioni alle condizioni di lavoro e strutturali, alla qualità complessiva dei servizi erogati”.