5 Mar 2024
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Vigili del Fuoco: Fp Cgil, in Lombardia le carenze di personale, a livello nazionale paradossi

Il coordinatore regionale Michele Giacalone: “La situazione peggiora, tutelare un servizio pubblico di qualità”

Milano, 30 marzo 2023 – Ancora irrisolta la carenza di Vigili del Fuoco in Lombardia. Anzi, la situazione, tra leggi speciali, trasferimenti a vari titoli e paradossi, se possibile, è peggiorata.

Tra capisquadra e vigili operativi mancano circa 600 unità, più le altre 200 unità che servono per le attività amministrative.

“In tutto nella nostra Regione mancano circa 800 lavoratrici e lavoratori e i dodici comandi lombardi sono sempre più in difficoltà, ed è encomiabile che, per il loro grande senso del dovere, diano il loro supporto anche a comandi di altre regioni. La situazione, purtroppo, è pessima in tutto il Paese”, dichiara Michele Giacalone, coordinatore Fp Cgil VVF Lombardia.

“A maggior ragione visto il contesto, lascia basiti assistere al doppio paradosso che registriamo a livello nazionale. Da un lato, da almeno 5 anni sono in graduatoria circa 7000 temporanei (di cui 6000 fra i 30-40 anni e 1000 sopra i 50), personale volontario e precario pronto per la stabilizzazione e che ora, finalmente, a stretto giro, viene chiamato e si sta preparando per superare l’ultima e più dura prova, quella ginnica. Per poi, chissà quando per chi passa, fare i 9 mesi di corso a Roma ed entrare nel Corpo dei Vigili del Fuoco. Dall’altro lato, ci sono circa 2900 ragazze e ragazzi che, vincitori un anno fa del concorso pubblico con limite di età 26 anni, hanno superato di fatto già tutte le prove e a cui servirebbero i 9 mesi di formazione per essere operativi. E invece li si lascia in stand-by”, racconta Giacalone.

Così non funziona nulla, non c’è visione di sistema – incalza il sindacalista –. Un lavoro duro e rischioso come il nostro diventa sempre più faticoso e pericoloso andando avanti con l’età. Già ora circa il 50% del personale temporaneo, in lista di stabilizzazione, si trova a dover ricorrere al certificato del proprio medico curante perché non nelle condizioni di affrontare le prove fisiche necessarie per fare il pompiere, con i mesi di duro allenamento che occorrono per arrivare al minimo consentito. Ma, anche qui, registriamo il paradosso per cui per diventare un vigile operativo, in questo caso della stabilizzazione, non c’è limite d’età e quindi si può svolgere un ruolo operativo anche oltre i 50 anni, mentre per il concorso da amministrativi la soglia è di 45 anni”.

Si potrebbe dare la possibilità ai precari di scegliere se fare il concorso per essere assunti come amministrativi – prosegue Giacalone -. Se al Ministero dell’Interno qualcuno ascoltasse le nostre proposte, potrebbe dare una prima risposta alle carenze d’organico. Oggi il servizio di soccorso alla popolazione va avanti solo grazie alla dedizione e al senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori. Fino a quando riusciranno a reggere tra carichi sempre più pesanti e la sempre più crescente insorgenza di malattie legate alla professione, alcune al momento non riconosciute? La Fp Cgil continuerà a lottare per migliorare le condizioni materiali di chi lavora nel Corpo dei Vigili del Fuoco e per tutelare un servizio pubblico di qualità e importantissimo per la salvaguardia delle cittadine e cittadini di questo Paese”.

Comunicato stampa