5 Mar 2024
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Retesalute è da rilanciare

I sindacati lecchesi scrivono ai sindaci soci dell’assemblea e al Cda dell’azienda speciale. Elmo (Fp Cgil): “Retesalute è un presidio di diritti di cittadinanza e tale deve restare, con un più forte perimetro pubblico e assumendo operatrici e operatori”

4 apr. 2023 – “Abbiamo scritto ai sindaci soci dell’assemblea e al consiglio di amministrazione con l’intento di avviare un confronto utile a rilanciare Retesalute. È un’azienda speciale che eroga servizi sociali a persone fragili, servizi che vanno mantenuti a gestione pubblica. Per questo è basilare procedere a un piano straordinario di assunzioni”. Teresa Elmo, segretaria generale Fp Cgil Lecco, è preoccupata.

I servizi di assistenza educativa e scolastica e quelli di assistenza domiciliare ai minori sono stati appaltati da Retesalute e, al tavolo delle scorse settimane per applicare la clausola sociale al cambio delle cooperative sociali, l’accordo non è stato raggiunto.

Cosa significa? “È a rischio la continuità e la qualità dei servizi prestati. Buona parte delle lavoratrici e dei lavoratori di questi servizi (il 35% circa), con il cambio d’appalto ha scelto di rimanere in forze alla cooperativa uscente; molti fin dall’avvio delle procedure, altri non vedendosi riconoscere, dal nuovo datore di lavoro, i trattamenti migliori prima applicati: buoni pasto, articolazione dell’orario di lavoro, un part time più consono alle esigenze specifiche individuali. Fa infatti molta differenza passare da un part time orizzontale a un part time verticale ciclico – risponde Elmo -. E siamo tanto più preoccupati visto che già manca il personale che occorre”.

Come mai? “Retesalute ha superato una crisi finanziaria importante, un delicato percorso liquidatorio che ha determinato anche un’emorragia di personale educativo. Oggi siamo al punto che l’Azienda ha chiesto ad alcuni educatori dipendenti adibiti ad altri incarichi di distaccarsi temporaneamente su servizi scoperti, mentre le scuole si stanno organizzando con le cosiddette ‘funzioni strumentali’”.

La coperta è corta. “Questi servizi sociali per persone fragili, erogati nel meratese, casatese e oggionese, devono essere ad accesso universale. Retesalute è un presidio di diritti di cittadinanza e tale deve restare, con un più forte perimetro pubblico e assumendo operatrici e operatori, per non lasciare spazi, dietro la leva delle carenze di personale, a un privato che risparmia su tutto, a partire dal costo del lavoro. E noi non vogliamo ci siano lavoratrici e lavoratori di serie A e di serie B – evidenzia la sindacalista -. A fine anno scadono i contratti in essere e vogliamo per tempo rappresentare all’assemblea dei soci i rischi cui incorre Retesalute e la strada, a nostro parere, che è da percorrere”.

Comunicato stampa unitario – Lettera aperta