16 Apr 2024
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Brescia / Dal caso mediatico di un finto Ps al vero quotidiano di una sanità pubblica che soffre

Vincenzo Moriello (Fp Cgil): “Solo una chiara scelta strategica di investimenti programmati a uso esclusivo del sistema sociosanitario pubblico può assicurare un futuro al diritto alla salute delineato dalla Costituzione”

14 giu. 2023 – “È stato spacciato per pronto soccorso privato ma non lo è, visto che non accoglie le urgenze ma solo le persone in codice bianco o verde, quelle che dovrebbe assistere una sanità territoriale in ginocchio”. Vincenzo Moriello, segretario generale Fp Cgil Brescia, riprende un ulteriore caso di come, in Lombardia, la sanità privata già equiparata alla sanità pubblica continui a eroderle spazio.

L’apertura di questa struttura ha avuto risalto mediatico. “In realtà, è un sostanziale ennesimo ambulatorio privato, probabilmente destinato a breve a richiedere l’accreditamento. Ma la distruzione del Servizio sanitario nazionale pubblico universale, equo e solidale, purtroppo opera quotidianamente”, replica Moriello.

Com’è la situazione della sanità nel tuo territorio? “A Brescia città non è stata aperta nessuna delle 4 Case della comunità attese. E complessivamente, nella nostra provincia, sono state aperte solo 7 delle 34 Case della comunità previste, e con molti limiti. Dalla Asst Spedali Civili a Nave, Travagliato, Tavernole sul Mella, dalla Asst Garda a Leno e Nozza, dalla Asst Franciacorta a Chiari e Iseo – risponde il dirigente sindacale -. La medicina di prossimità resta, quindi, una chimera e i pronto soccorso continuano ad essere in affanno e a funzionare ricorrendo anche a medici di cooperative che coprono turni di lavoro. Di fronte alle carenze di personale, le Aziende socio sanitarie territoriali si apprestano, come ogni anno, a ridurre la disponibilità di posti letto nei mesi estivi – rimarca Moriello -. Le carenze di organico, costantemente smentite da Regione Lombardia, non tengono conto che una parte rilevante delle lavoratrici e dei lavoratori, fino al 30-40%, ha limitazioni che sono per lo più determinate proprio dal lavoro ospedaliero, gravoso ed usurante”.

Che fare? “Solo una chiara scelta strategica di investimenti programmati a uso esclusivo del sistema sociosanitario pubblico, per rafforzarne gli organici e valorizzare operatrici, operatori e professionisti, può assicurare un futuro al diritto alla salute delineato dalla Costituzione, dalla legge 833/1978, che ha istituito il Ssn, e dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

E invece? “Per ora all’orizzonte si intravede solo il pericolo dell’autonomia differenziata, mentre in casa il privato è sempre più famelico e pronto a ingrossare i propri profitti grazie alle difficoltà del sistema pubblico e all’ansia legittima di cura e di assistenza di cittadine e cittadini”, sottolinea Moriello che, tornando sul primo punto non fa sconti: “Bisognerebbe riflettere sugli effetti delle maggiori competenze legislative e organizzative già affidate in passato dalla riforma del titolo V della Costituzione: più privato, aumento dei tempi di attesa per le prestazioni e lunghe file nei pronto soccorso, oltre che peggioramento delle condizioni economiche e normative delle lavoratrici e lavoratori del sistema sociosanitario ed assistenziale privatizzato”.

Sabato 24 giugno c’è la manifestazione nazionale di “Insieme per la Costituzione”. “La Cgil fa parte di quel vasto cartello e noi come categoria saremo in prima fila in difesa e per il rilancio sia della sanità pubblica sia della salute e sicurezza sul lavoro, altro tema fondamentale che si tiene con il primo”.