3 lug. 2023 -“Non basta avere il riconoscimento sociale dell’alto valore delle lavoratrici e dei lavoratori del Terzo Settore. Con un’inflazione a due cifre, il tema del rinnovo dei contratti scaduti è obiettivo fondamentale per restituire dignità a migliaia di operatrici e operatori che garantiscono il welfare del Paese, il lavoro di cura verso le persone, a partire da quelle più fragili. Per questo ci aspetta un autunno di lotta e come Fp Cgil ci stiamo preparando a essere in tante e tanti, a essere sempre più forti“.
Così il segretario Fp Cgil Lombardia, Lello Tramparulo, a margine dell’Attivo Nazionale delle delegate, dei delegati, e dei quadri del Terzo Settore organizzato dalla Fp Cgil Nazionale in forma mista, presso “Spazio Pubblico”, a Roma, e on line.
“Il Ssaep (Socio sanitario assistenziale educativo privato) interessa milioni di cittadini e cittadini, occupa all’incirca 1 milione di lavoratrici e lavoratori, oltre a varie forme di collaborazione e volontariato. È un settore che riguarda la natura del nostro welfare e quindi i diritti di cittadinanza da garantire attraverso la sua infrastruttura e le sue articolazioni, il ruolo di inclusione attiva, la partecipazione dei cittadini come componente essenziale della stessa democrazia – ha detto nella sua introduzione Stefano Sabato, responsabile nazionale Terzo Settore Fp Cgil -. Dopo le straordinarie manifestazioni di maggio e del 24 giugno scorso in difesa del diritto alla salute delle persone, anche nei luoghi di lavoro, e per la difesa e rilancio di un Servizio Sanitario Nazionale davvero pubblico e universale, andremo avanti a lottare con ancora più forza e convinzione in autunno. Anche grazie all’ordine del giorno approvato dal 15° Congresso della Confederazione Europea dei Sindacati per una mobilitazione europea affinché si riveda sia la governance economica sia il patto di crescita e stabilità che rischia di spingere i nostri sistemi nazionali verso politiche restrittive che ostacolano i necessari investimenti economici e sociali. È da scongiurare che le risorse stanziate dal PNNR (il piano di ripresa europeo – ndr) per la sanità territoriale, di prossimità e per la riorganizzazione del socioassistenziale (dalle Rsa alla domiciliarità), invece che essere un volano per l’ampliamento del perimetro pubblico nella gestione di questi servizi si traducano in una loro cessione al libero mercato. Prima la pandemia da Covid-19, poi la guerra e oggi un governo marcatamente di destra liberista hanno evidenziato in maniera lampante gli elementi di debolezza del nostro sistema – ha proseguito il sindacalista -. Gli obiettivi da perseguire per noi sono chiari: rinnovare i contratti, aumentare la massa salariale, ridurre le diseguaglianze, tutelare i livelli occupazionali, contrastare i contratti pirata, dare nuove tutele per il lavoro”.

Michele Vannini, segretario Fp Cgil Nazionale, e Stefano Sabato, Responsabile Fp Cgil Nazionale Terzo Settore
Nel concludere i lavori, Michele Vannini, segretario nazionale Fp Cgil, ha rilevato come gli interventi all’Attivo abbiano “mostrato la consapevolezza dell’importanza del Terzo Settore, in assoluto, per il tipo di attività svolte, e per la categoria, per il peso della rappresentanza, frutto del lavoro fatto insieme in questi anni. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, continuare a crescere politicamente come comparto”, esorta il dirigente sindacale.
Nel Terzo Settore, che ha un “valore sociale” nel suo “lavoro di cura”, numerosi sono i problemi: dalle basse retribuzioni alle notti passive, dai sotto-inquadramenti alle relazioni con le pubbliche amministrazioni che appaltano. Queste lavoratrici e lavoratori hanno “una condizione lavorativa ed esistenziale di grande precarietà”. E Vannini calca il dito proprio sulla precarietà esistenziale. “Il settore è la traduzione plastica dell’affermazione che il segretario generale della Cgil fa molto di frequente quando dice che si può essere precari anche con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Perché magari ho un contratto a tempo indeterminato con un part time verticale involontario e prendo 800 euro al mese, e a luglio non mi pagano più”. E allora il salto in avanti da fare è provare a essere “strumento del cambiamento, in meglio, della condizione materiale e sociale delle persone che vogliamo rappresentare e che ci danno la loro fiducia, com’è nel ruolo del sindacato e della Cgil in particolare. Siamo dentro a una stagione molto importante – aggiunge Vannini -, piena di rischi e anche forse di opportunità”.
Una stagione da inquadrare ampliando lo sguardo a una dimensione internazionale. “Lo smantellamento del welfare come sistema di protezione sociale – un welfare che è stato la più grande conquista sociale dopo la seconda guerra mondiale – è una questione che viene avanti in tutta Europa. Dobbiamo avere la consapevolezza che la battaglia che stiamo portando avanti va guardata anche in quella dimensione lì. Penso che le prossime elezioni europee saranno le elezioni più importanti da quando si vota per il Parlamento europeo, perché se dovesse verificarsi un’avanzata consistente, in termini di maggioranza, di questo tipo di destre, noi ci troveremmo di fronte a politiche che tagliano ancora di più lo stato sociale. E se i servizi non saranno adeguatamente rifinanziati, le nostre controparti avranno gioco facile a fare quelle politiche molto discutibili che tocchiamo con mano tutti i giorni”.
Intanto, il percorso di mobilitazione dentro cui la Fp Cgil “è già” potrebbe portare “in autunno a uno sciopero generale”.