29 Feb 2024
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“La democrazia è partecipazione” / La Cgil chiama al voto per cambiare le condizioni materiali delle persone

Consultazione straordinaria Cgil "La democrazia è partecipazione"

Partita la consultazione straordinaria certificata nei luoghi di lavoro, pubblici e privati, e nei territori per sostenere una mobilitazione ancorata ai principi e valori della Costituzione. La Fp Cgil Lombardia: “Come categoria abbiamo un forte orientamento costituzionale e lotteremo per raggiungere risultati concreti che rendano la nostra Carta, a tutti gli effetti, una buona pratica”

7 sett. 2023 – “Democrazia è partecipazione. Vota anche tu per cambiare insieme le condizioni di vita e di lavoro e il 7 ottobre scendi in piazza a Roma per la manifestazione nazionale proclamata insieme ad oltre 100 associazioni. Una consultazione straordinaria, promossa dalla Cgil, si sta svolgendo nei luoghi di lavoro e sui territori, per chiedere ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani di sostenere le nostre proposte su lavoro, fisco, pensioni, sanità, salute e sicurezza, pace, perché il rispetto della Costituzione è ‘La Via Maestra’”. Così la Confederazione Generale Italiana del Lavoro su Facebook nel diffondere il documento con le proposte rivendicative presentate o da portare avanti nei confronti del governo e delle parti datoriali.

Le assemblee nei posti di lavoro e sui territori sono partite con il mese di settembre e andranno oltre la manifestazione pomeridiana di sabato 7 ottobre intitolata “La Via Maestra. Insieme per la Costituzione”. Le lavoratrici e i lavoratori di tutti i settori, pubblici e privati, le pensionate e i pensionati, le e i giovani sono chiamati a esprimersi (con voto segreto e certificato) sulla piattaforma programmatica, da sostenere “in un percorso di mobilitazione e di lotta collettiva” che potrebbe portare anche allo “sciopero generale”.

Sette (numero primo che torna) sono i punti del documento della Cgil e il settimo è quello che li racchiude tutti: l’orientamento e l’ancoraggio alla “Costituzione democratica e antifascista nata dalla lotta di resistenza”. Quella Carta che va applicata concretamente “per cambiare davvero il nostro Paese mettendo al centro la persona, il lavoro, la giustizia sociale e la legalità, la solidarietà, la pace, la salute, l’ambiente e la cultura”. E non, invece, affossata misconoscendone “i principi ed i valori”, alimentando così le disparità sociali con le storture politiche e di poteri (dall’autonomia differenziata al presidenzialismo agli attacchi alla magistratura). Ragion per cui, per la Confederazione di Corso Italia, vista anche la disaffezione delle cittadine e dei cittadini ad andare a votare, urge anche “una seria riforma elettorale”.

Tra i punti rivendicativi, ci sono l’aumento di retribuzioni (superando anche i divari penalizzanti per le donne) e pensioni (qui ci vuole proprio una riforma “che superi la Legge Monti-Fornero introducendo la flessibilità in uscita da 62 anni di età o 41 di contributi), il rinnovo di tutti i contratti nazionali, il salario minimo, la legge sulla rappresentanza per fermare i contratti pirata e far votare alle lavoratrici e lavoratori gli accordi che li riguardano. La riforma fiscale e una vera lotta all’evasione. Investire sui giovani, che significa garantire loro il diritto allo studio (“anche attraverso investimenti mirati per servizi alloggi”) e la stabilità di un contratto a tempo indeterminato. Basta con la precarietà e il lavoro povero, causato anche da una miriade di forme contrattuali di corto respiro e di mero sfruttamento. Basta con le false cooperative, il massimo ribasso e la giungla di appalti e subappalti. Lo stato sociale pubblico deve diventare più forte (anche attraverso le adeguate assunzioni, a tutti i livelli e in tutti i diversi servizi quanto mai necessarie) e garantire l’erogazione universale di diritti di tutte le persone: prevenzione, salute e sicurezza, nella vita e sul lavoro, istruzione, formazione permanente, accoglienza e integrazione, casa, città e territori curati, sicuri, vivibili.

Diverse proposte della Cgil ricomprendono e rilanciano istanze che la categoria della Funzione Pubblica sta portando avanti da tempo, a difesa, con il rafforzamento e la qualità dei servizi pubblici, dei diritti di cittadinanza.

“Prima che venga chiusa la prossima legge di bilancio, dobbiamo fare pressione perché ci siano le risorse per procedere a un piano straordinario di assunzioni in tutte le pubbliche amministrazioni e alle stabilizzazioni del personale precario; migliorare le condizioni di lavoro; rinnovare i contratti nazionali e recuperare gli arretrati dell’ultimo triennioafferma la Fp Cgil della Lombardia, in una regione dove si stanno infittendo le assemblee, le iniziative e i volantinaggi per coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori nella mobilitazione -. I servizi pubblici, dal Servizio sociosanitario nazionale, da salvare e riaffermare nella sua accessibilità e universalità, a tutti i servizi erogati sul territorio da enti locali, agenzie ed enti statali e parastatali, vanno preservati dai tagli che, specie nelle zone più periferiche, montane e negli enti più piccoli, si tradurrebbero in penalizzazioni per le persone e le comunità. E poi ci sono, tra gli altri, anche i servizi ambientali, e quelli cui si dedicano le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria e dei Vigili del fuoco. Ma nella piattaforma confederale – aggiunge la categoria regionale – trovano voce anche le denunce, le necessità e le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori del segmento di privato che, sempre nell’ambito dei servizi pubblici, noi rappresentiamo. Vedi il terzo settore e la sua ampia fascia di lavoro povero, fragile, parcellizzato nelle cascate di appalti, subappalti e dumping contrattuale. Pertanto è con convinzione e tenacia che, come Funzione Pubblica, siamo fortemente orientati alla Costituzione e lotteremo per raggiungere risultati concreti per renderla, a tutti gli effetti, una buona pratica”.

In un tempo di multi crisi e opportunità, per la Cgil c’è un modello di sviluppo da cambiare e innovare nel Paese, in modalità sostenibile, etica, nella tutela e potenziamento dei posti di lavoro anche del sistema produttivo (dall’industria al terziario, al turismo e ai beni culturali). Cogliendo l’occasione delle risorse economiche del piano di ripresa europeo. Il governo non solo “sta gestendo questo progetto senza alcun coinvolgimento delle parti sociali e non raggiungendo, per ora, l’obiettivo di creare occupazione per giovani, donne e nel Mezzogiorno”. Ma ha anche scelto “di tagliare gli investimenti previsti nel PNRR in materia di sostenibilità ambientale, messa in sicurezza del territorio, efficienza energetica, contrasto al degrado sociale, inclusione sociale, sanità, affermazione della legalità e utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie”.

Da qui l’appello del sindacato guidato da Maurizio Landini: “È il momento di ribellarci alle diseguaglianze ad allo sfruttamento dell’ambiente e dell’uomo sull’uomo (e sulla donna – ndr). È il momento di mobilitarci tutte e tutti insieme per creare il nostro futuro”.