29 Feb 2024
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Amministrazione Penitenziaria / Andrea De Santo nominato neo coordinatore Fp Cgil Lombardia

Andrea De Santo

Funzionario giuridico pedagogico alla Casa di reclusione di Milano Opera, ha un “vecchio sogno nel cassetto: fare sistema con chi lavora nella Sanità penitenziaria e con la Polizia Penitenziaria”

17 ott. 2023 – Andrea De Santo, cinquantenne, “emigrato da Napoli”, è stato nominato neo coordinatore regionale Fp Cgil Lombardia DAP, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Con una laurea in sociologia e un dottorato in storia moderna e contemporanea d’Europa, è stato docente in diversi progetti di ricerca all’Università di Napoli Federico II.

“Sono stato educatore in diversi contesti, dalle strutture minorili ai centri di educativa territoriale, prima ancora di confermarmi stabilmente nel 2012, con il ruolo di funzionario giuridico pedagogico, alla Casa di reclusione di Milano Opera. Vincendo un concorso che, finalmente, mi ha dato un posto fisso dopo anni di contratti precari, co.co.co e partita Iva”, racconta De Santo, delegato Rsu per la Fp Cgil Milano da tre tornate, e – sottolinea – “anche iscritto”.

Perché hai scelto la Cgil? “Da un lato – dice sorridendo – per motivi nostalgici, per un Novecento che non c’è più. Dall’altro – continua con piglio pragmatico -, nonostante nel nostro settore la Fp Cgil non sia (per ora) centrale, ritengo che solo un grande sindacato come la Cgil possa incidere per migliorare il nostro contesto lavorativo quotidiano”.

Quali sono i problemi di lavoro nell’Amministrazione Penitenziaria? “In primis, come per tutte le pubbliche amministrazioni, il personale sotto organico. Nonostante i recenti concorsi, i grandi buchi d’organico non sono stati coperti, soprattutto per i contabili e i funzionari giuridico pedagogici. Infatti ne stanno facendo un altro. C’è anche la necessità di razionalizzare il meccanismo di ingresso, la distribuzione su sedi delle lavoratrici e lavoratori – risponde De Santo -. Per quanto riguarda gli stipendi – continua – va segnalato che pur lavorando a stretto contatto con la Polizia Penitenziaria, quelli di noi educatori non sono valorizzati allo stesso modo”.

In cosa consiste il tuo lavoro? “Il funzionario giuridico pedagogico, l’educatore, ha in carico le persone detenute e le sostiene in un percorso di cambiamento, in un contesto estremamente complesso, con il presupposto del loro reinserimento sociale. Questo è il nostro mandato. Stiamo accanto a persone in grande difficoltà, con traiettorie di vita spesso scombussolate, devastate. Buona parte del tempo – aggiunge – stiamo dentro a difficoltà, disadattamento, grande sofferenza, facendo anche prevenzione del suicidio”.

Il reinserimento sociale avviene? “Molto meno di come vorremmo e di come dovrebbe essere. Noi siamo pochi e il mandato funzionerebbe meglio con risorse sul territorio, una strategia vera di accoglienza e inserimento che traduce azioni concrete, un lavoro, una casa. I detenuti pagano per la debolezza del welfare, sono lo specchio della sua crisi e di quella del sistema sanitario – sostiene il neo coordinatore regionale -. Persone tossicodipendenti, con problemi di salute mentale, molto spesso sono relegate in carcere”.

Quali sono le priorità, con il tuo nuovo incarico? “La Fp Cgil Lombardia deve riaffermare la sua presenza a livello regionale, accanto ai livelli provinciali. Con il Prap, il Provveditorato regionale, c’è urgenza di interloquire su questioni che vanno dalle piante organiche alle missioni e agli appalti delle mense. Insomma da questioni di sistema a quelle più legate al quotidiano. Inoltre voglio dare più attenzione alle Rsu: le delegate e i delegati sono molto localizzati e dispersi nelle carceri e dare linee guida a lavoratrici e lavoratori sparpagliati, abituati più spesso a vedersela da soli, è molto importante. Ho anche un vecchio sogno nel cassetto”.

Cioè? “Un momento congiunto con le Rsu e le lavoratrici e i lavoratori della sanità penitenziaria, per riflettere sulle necessità del mondo carcerario. A mio avviso è necessario costruire una forte rete e collaborare con le delegate e i delegati della sanità penitenziaria e le delegate e i delegati della Polizia Penitenziaria, per costruire interventi congiunti. Il carcere è un sistema e anche noi dobbiamo fare sistema”.

Coordinamento regionale Dap Fp Cgil Lombardia del 17/10/2023 (organizzato sia in presenza che on line)

Dino Pusceddu, segretario Fp Cgil Lombardia, nel commentare la nomina di De Santo a coordinatore regionale Dap, afferma: “Con la nomina di Andrea inizia un percorso importante per la categoria: mettere a confronto le lavoratrici e i lavoratori che entrano ogni giorno nelle carceri e portare fuori da quelle mura le problematiche che emergono. È fondamentale la valorizzazione del lavoro delle educatrici e degli educatori, degli assistenti sociali, del personale amministrativo sia in termini di accoglienza dei bisogni della popolazione carceraria che per indirizzarli al reinserimento sociale. Valorizzare è una parola concreta, è un’azione – considera Pusceddu -: dall’implementare il numero degli organici a riconoscerne la professionalità, i diritti e le tutele. Sono tutte lavoratrici e lavoratori che, accanto alla Polizia Penitenziaria e al personale della sanità penitenziaria, fanno un lavoro complesso. Per questo crediamo che fare rete all’interno di questo sistema sia la scelta migliore per provare a migliorare le condizioni di vita e lavoro nelle carceri”.