5 Mar 2024
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Adesso Basta! / Fp Cgil della Lombardia presente con delegazioni allo sciopero del 24 novembre

bandiera fp cgil

Un’altra bella giornata di impegno e di lotta, per un Paese migliore per tutte e tutti

24 nov. 2023 – Continua la mobilitazione per cambiare politiche e la legge di bilancio, rivendicare salari più alti, il rinnovo dei contratti, la difesa del lavoro, l’eliminazione della precarietà, più salute e sicurezza sul lavoro, la riforma delle pensioni. Per contrastare le disuguaglianze e l’evasione fiscale e smetterla con i condoni. Per investire nei servizi pubblici, a partire da sanità e scuola pubblica, in politiche industriali vere e sostenibili, tutelando l’occupazione e l’ambiente, affermando la legalità.

Oggi lo sciopero di Cgil e Uil ha fatto tappa nelle Regioni del Nord. La Fp Cgil, anche in Lombardia è scesa nelle varie piazze territoriali, portando il sostegno della categoria, fresca dello sciopero nazionale del 17 novembre. Ma anche intervenendo ai diversi presidi, vedi a Bergamo, dove Andrea Bettinelli, infermiere, delegato Fp Cgil alla Asst Bergamo Ovest, ha ricordato l’arrivo del Covid ma per evidenziare come oggi le condizioni del SSN siano ancora più gravi. “La pandemia del marzo 2020 ha messo in ginocchio la Lombardia e questa città – ha detto al microfono -. La pandemia doveva essere un grido d’allarme sulle contraddizioni, le debolezze, le fragilità di un Servizio sanitario nazionale impoverito da decenni di tagli e definanziamenti. Un grido d’allarme che non soltanto non è stato affatto ascoltato ma la situazione è ancora peggiore – attacca -. Siamo meno medici, siamo meno infermieri e soprattutto c’è un enorme senso di stanchezza e di frustrazione del personale sanitario”.

In sostanza: se dovesse ripresentarsi un’emergenza simile a quella della terribile primavera del 2020, saremmo in guai ancora più seri. Intanto, per una sanità che si fa sempre più privata, sempre più cittadine e cittadini rinunciano a curarsi e chi lavora nelle strutture pubbliche, per le pessime condizioni e ritmi, quando può se la dà a gambe levate.

Lo sciopero ha riempito le piazze del Nord (dai primi dati diffusi dalla Cgil nazionale, l’adesione media è stata del 75%). In un’altra colorata e sfidante giornata, che, a ridosso della ricorrenza del 25 novembre e con il “rumore” per Giulia Cechettin e per tutte le donne che vengono uccise dalla violenza maschile, non ha fatto mancare sit-in dedicati (sempre a Bergamo, il corteo è stato aperto dalle donne della Cgil con i nomi delle vittime di femminicidio nel 2023), striscioni, come a Mantova (“La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti”), interventi. Vedi quello di Tania Goldonetto, segretaria generale della Fp Cgil Monza Brianza, che ha letto l’appello di Cgil e Uil “Adesso basta… femminicidi”, con le rivendicazioni dei sindacati al Governo per “un approccio integrato e sistemico” ad affrontare e prevenire questo gravissimo fenomeno.  E il loro diretto impegno a lottare “per costruire insieme un Paese libero dalla violenza e da tutte le discriminazioni di genere”.

“Democrazia e diritti si difendono praticandoli”, dice intanto da Torino il segretario generale Cgil Maurizio Landini. Evidenziando che dare un futuro al Paese significa applicare la Costituzione, non stravolgerla.

Le tante ragioni di questa mobilitazione guardano al presente proiettato sul lungo periodo. Alle prospettive per le nuove generazioni, al prendersi cura in senso ampio e pieno di tutte le persone, partendo dalle più fragili e in difficoltà. La solidarietà è un valore imprescindibile, come la libertà e l’uguaglianza, la pace.

 

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