5 Mar 2024
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Pensioni / Una manovra che fa cassa sui dipendenti pubblici e divide il mondo del lavoro

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Pusceddu (Fp Cgil Lombardia): “Il Governo ha presentato alle Camere l’emendamento che modifica il famigerato art. 33 del disegno di legge di bilancio: viene confermato il taglio sulle pensioni future e si divide il mondo del lavoro pubblico”

pensioni volantino Fp Cgil14 dic. 2023 – “Il Governo ha depositato al Senato l’emendamento che modifica la norma riguardante le pensioni dei dipendenti pubblici. Anche quest’anno non ci sarà una discussione parlamentare sulla legge di bilancio e possiamo considerare già come definitive le modifiche proposte. Nonostante le promesse e l’alta adesione allo sciopero del 17 novembre, il Governo non mantiene la promessa di migliorare l’art. 33 del disegno di legge di bilancio. Ci sono delle piccole modifiche che non accontentano nessuno ma, anzi, aumentano le differenze tra i lavoratori pubblici”. Così Dino Pusceddu, segretario Fp Cgil Lombardia.

Cosa intendi? “L’emendamento lascia inalterato il taglio delle pensioni per i dipendenti iscritti alle casse CPDEL, CPUG, CPI e CPS ma prevedendo per i soli medici e infermieri un meccanismo di riduzione del danno pari a un 36esimo per ogni mese di posticipo dell’accesso alla pensione rispetto alla prima decorrenza utile. Una differenza non solo tra dipendenti pubblici ma anche tra le iscritte e gli iscritti alla stessa cassa pensionistica (non solo i dipendenti degli enti locali ma anche gli Asa e gli Oss) lascia perplessi circa la sua legittimità. Il Governo inoltre esclude dal taglio le pensioni di vecchiaia e chi ha raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2023 – prosegue Pusceddu – ma è previsto un meccanismo che posticipa la data dei pensionamenti anticipati a prescindere dall’età anagrafica per tutte le categorie: di un mese con i requisiti maturati nel 2025, di due mesi con requisiti maturati nel 2026 e poi salgono a 4 mesi nel 2027, e a sei mesi con i requisiti maturati dal 1° gennaio 2028”.

Cosa chiede, invece, la Fp Cgil? “Di cancellare una norma discriminatoria che produce il paradosso di ridurre l’assegno pensionistico fino al 25% complessivo, cosa che non avviene per chi va in pensione solo qualche mese prima. La manovra del Governo non solo riduce le pensioni ai dipendenti pubblici – attacca il sindacalista – ma fa anche cassa senza restituire nulla, come al solito, alle nuove generazioni. Non si prevedono norme per mitigare gli effetti del calcolo contributivo della pensione (che si applica a tutte le lavoratrici e lavoratori assunti dopo il 1995) e, anzi, si allontana la data di ritiro dal lavoro per chi ha redditi più bassi. Inoltre – aggiunge Pusceddu -, per finanziare queste modifiche il Governo prende le risorse dal fondo sanitario nazionale e quindi fa pagare alle stesse lavoratrici e lavoratori della sanità e a tutta la cittadinanza questo piccolo intervento. E per far fronte alle carenze di personale sanitario, viene previsto che i medici del Ssn e gli infermieri presentino domanda per restare in servizio anche oltre il 40esimo anno di attività effettiva, entro un tetto di 70 anni di età”.

Quindi permangono incertezze? “Quella messa in atto è un’operazione di mera propaganda, strumentale al Governo per traguardare le elezioni europee facendo leva sul consenso. Queste modifiche inoltre dividono ulteriormente il mondo del lavoro, anche pubblico, prevedendo meccanismi differenziati per i soli medici e infermieri. Per questi motivi – considera Pusceddu -, continua la nostra mobilitazione perché questa norma venga eliminata definitivamente e perché si mantenga la promessa di una maggiore flessibilità in uscita e per il miglioramento delle pensioni di chi andrà in pensione col contributivo”.

Per il controllo delle pensioni è in corso anche una campagna Cgil? “Sì, dal 1° novembre l’Inps rilascia l’estratto conto certificativo per i dipendenti degli enti locali, delle amministrazioni statali e della sanità pubblica. Con il nostro Patronato Inca e le delegate e delegati sui posti di lavoro, la nostra categoria è a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori per tutte le informazioni del caso”.