29 Feb 2024
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Professioni infermieristiche / Nel pavese emorragia di personale

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Sturini (Fp Cgil): “Retribuzioni, condizioni di lavoro e benessere organizzativo sono elementi che fanno la differenza”

18 dic. 2023 – Il problema riguarda un po’ tutto il personale sanitario della Lombardia, con picchi rispetto ad alcune figure, vedi quelle infermieristiche.

E mentre i bisogni di salute della popolazione si fanno più complessi e legati all’età che avanza, negli ospedali pubblici e privati sono sempre di meno le professionalità che se ne prendono carico, visto che, quando possono, se la danno a gambe levate.

“A Pavia quest’anno circa 200 infermiere e infermieri hanno scelto di passare nelle Rsa o di mettersi a partita Iva – racconta Patrizia Sturini della Fp Cgil territoriale -. Il numero, già di per sé elevato, lo diventa anche di più considerando da un lato, che già c’erano carenze di organico, una delle cause per cui si fugge dalle strutture, visto l’impatto negativo che hanno sulle condizioni di lavoro di chi resta. Dall’altro lato, considerando che si fa fatica a rimpiazzare chi va via perché le giovani generazioni oggi valutano con attenzione tutti i pro e i contro della professione”.

Quindi le professioni infermieristiche hanno perso attrattività? “Retribuzioni, condizioni di lavoro e benessere organizzativo sono elementi che fanno la differenza. Chi sceglie per la partita Iva guarda a guadagni più consistenti e a un’organizzazione del lavoro declinata in base alle proprie necessità. Chi sceglie di andare a lavorare nelle Rsa è per ridurre lo stress ed evitare il burnout. Ne abbiamo visto tanto sotto l’emergenza Covid nel 2020. Ma quella lezione non è servita, non si è investito nel rafforzare la sanità, nell’assumere tutto il personale necessario, e continuare a reggere un’emergenza oramai strutturale è sfiancante. Legittimamente le lavoratrici e i lavoratori vogliono tutelarsi – evidenzia Sturini -. Per questo insistiamo nel mettere mano al sistema, a partire da una revisione dei criteri di accreditamento, e nel far tornare appetibile a tutti i livelli lavorare nella sanità con assunzioni, risorse, valorizzazione professionale. Insomma, bisogna prendersene cura se vogliamo che continui a curare!”.