29 Feb 2024
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Sanità pubblica / In Lombardia una delibera per reinternalizzare servizi e stoppare i medici gettonisti

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Il punto con Lello Tramparulo, segretario regionale Fp Cgil

11 gen. 2024 – Regione Lombardia ha varato un provvedimento per superare le esternalizzazioni di servizi centrali della sanità pubblica e per migliorare la gestione del personale (Dgr 1514 del 13 dicembre 2023).

“È una delibera molto complessa che pone due temi. Il primo è quello di riportare all’interno del sistema sanitario pubblico, quindi nella gestione pubblica, tutte quelle attività ‘core’ che sono attualmente in appalto. Questo determina un principio importante, per cui tutti i servizi che sono in esterno non dovranno essere più prorogati ma essere gestiti direttamente dall’ente pubblico. Un principio che la nostra categoria sostiene da sempre – afferma Lello Tramparulo, segretario della Fp Cgil Lombardia -. È chiaro che un provvedimento del genere deve essere accompagnato anche da modalità adeguate, perché le attività e i servizi in questione sono molti e negli appalti sono coinvolti tante lavoratrici e tanti lavoratori”.

Con gli appalti non più prorogati, sarà reinternalizzato anche il personale? “Quale? E con quali formule verrà assunto? C’è un aumento dell’organico pubblico per fare fronte a questo processo di internalizzazione? Questi dati non si colgono nella delibera – risponde il dirigente sindacale -. Vorremmo anche capire quanti sono i servizi attualmente in appalto e quali sono le relative scadenze, anche per poter meglio governare il processo”.

Qual è il secondo tema? “Ad Areu, l’Agenzia regionale dell’emergenza urgenza, viene affidato il ruolo di cabina di regia per stilare, attraverso un provvedimento pubblico, una lista di medici idonei, determinando già le tariffe per gestire tutte le attività di libera professione. Quindi si mandano via i gettonisti delle cooperative e si dà il via libera ai liberi professionisti. Questo secondo tema per noi pone dubbi maggiori rispetto al primo”.

Cioè? “Il servizio erogato dai gettonisti non ci convinceva per niente, anche rispetto alla qualità. Ora l’Areu fissa le tariffe per i medici, in particolare l’emergenza urgenza (ad esempio per gli anestesisti-rianimatori sono di 80,00 euro all’ora). In sostanza, con un bando di evidenza pubblica, i medici potranno aderire a queste attività di libera professione con le tariffe già stabilite da Areu. E poi le varie aziende pubbliche potranno attingere direttamente da questa lista, da questa graduatoria di idonei – spiega Tramparulo -. Quanti medici aderiranno a questa offerta? Sappiamo che i gettonisti fissano tariffe molto alte e non sappiamo se, dopo questa delibera, andranno a fare i medici in libera professione. Quindi, non sappiamo quanti medici effettivamente aderiranno, invece sappiamo della forte carenza di professionalità mediche, a partire dai rianimatori”.

In sanità pubblica la certezza resta il fabbisogno di personale. “Noi chiediamo di assumere lavoratrici e lavoratori a tutti i livelli, e quindi sia per il comparto che per la dirigenza medica e sanitaria. Il punto è avere personale assunto, dipendente dal Sistema sanitario regionale. Ovviamente qui stiamo parlando delle regole che si dà solo Regione Lombardia, perché il Servizio sanitario nazionale è frammentato e così si frammenta ulteriormente. Noi vorremmo che nel Ssn vigessero le stesse regole proprio per evitare concorrenza tra le Regioni”, evidenzia Tramparulo.

Libera professione medica bocciata? “Non ci convince questa formula. Per noi la formula è la valorizzazione del personale. I medici scappano dalla sanità pubblica, in particolare proprio dai servizi di emergenza urgenza dei pronto soccorso, non solo per un’esigenza economica ma per le condizioni materiali in cui si lavora in quei reparti, anche molto esposti dal punto di vista della sicurezza. Come si sta sul posto di lavoro, la qualità delle condizioni gioca una parte fondamentale e fa la differenza”.

Un ultimo commento su questa Dgr? “La delibera risponde solo in parte alle esigenze legate alla reinternalizzazione dei servizi sanitari ‘core’ ma non c’è un investimento sulle assunzioni stabili e nei fabbisogni adeguati, come chiediamo da tempo. Né si prevedono miglioramenti delle condizioni di lavoro. Chiederemo pertanto a Regione Lombardia di fornirci un quadro completo delle esternalizzazioni in essere e del personale coinvolto, oltre che di monitorare sul bando per i medici in libera professione fatto da Areu. Va anche detto – aggiunge il segretario Fp Cgil Lombardia – che questi interventi regionali hanno una linea comune con quelli nazionali, vedi la legge di bilancio, che non stanzia risorse per le assunzioni in sanità pubblica né per migliorare le condizioni di lavoro. Si prevede di abbattere le liste di attesa facendo lavorare di più il personale con la libera professione: si sta chiedendo alle lavoratrici e ai lavoratori che, se vogliono guadagnare di più devono lavorare di più! Non si stanno cercando rinforzi attraverso nuovo personale medico e sanitario. In un sistema vicino al collasso, questi provvedimenti sono tutt’altro che risolutivi. E come Fp Cgil faremo del nostro meglio per il necessario cambio di passo”.