29 Feb 2024
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Pubblico impiego / Tutelare le lavoratrici e i lavoratori inabili o inidonei

seminario Fp Cgil e Inca Lombardia

Sale l’età per andare in pensione ma salgono anche i problemi di salute che possono portare alla inabilità o inidoneità lavorativa, portando alla richiesta di pensionamento anticipato ma anche al rischio di licenziamento. Il seminario organizzato dalla Fp Cgil e dall’Inca della Lombardia, concordi nel rafforzare un’attività di tutela sempre più in sinergia

15 gen. 2024 – Dare supporto alle lavoratrici e ai lavoratori del pubblico impiego che, per problemi di salute, chiedono di essere dispensati dal servizio perché divenuti inabili o inidonei, in modo relativo o assoluto e permanente, a svolgere la propria attività e quindi hanno bisogno di essere seguiti in questo e di essere tutelati anche per le uscite pensionistiche anticipate.

L’occasione di approfondirne al seminario organizzato oggi dalla Fp Cgil Lombardia con l’Inca regionale, è stato il passaggio di competenze nella verifica dei requisiti medici dal Ministero dell’Economia e Finanze all’Inps.

Insieme agli organizzatori, per la Fp Cgil Lombardia il segretario Dino Pusceddu e per l’Inca Lombardia Lorenzo Rossi, hanno portato contributi tecnici prima Alessandro Purificato della Fp Cgil Nazionale (“La gestione dell’inidoneità psicofisica del dipendente pubblico sul posto di lavoro”), che ha evidenziato come in particolare dal contratto delle Funzioni Locali 2016-2018, con il recepimento del Dpr 171/2011, si siano ristrette le possibilità di accedere alla pensione per i lavoratori inabili ad una specifica mansione.

Poi Cristiana Brambilla, Coordinatrice area medico legale dell’Inca Cgil Lombardia (“L’accertamento sanitario per il riconoscimento dell’inabilità e dell’inidoneità nel pubblico impiego”), che ha spiegato le difficoltà nel percorso di riconoscimento della pensione di inabilità per le lavoratrici e i lavoratori pubblici, ricordando che è necessario uno stretto raccordo tra sindacalisti, funzionari Inca e medici fin dal primo contatto.

Da ultimo, Lucia Ottaiano, Responsabile prestazioni pensionistiche, fine servizio e previdenza complementare dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni presso la Direzione Regionale Inps Lombardia (“I requisiti per il riconoscimento delle pensioni di inabilità lavorativa nel pubblico impiego”) che ha descritto i requisiti contributivi per l’accesso dei dipendenti pubblici alle pensioni di inabilità ed inidoneità.

Se Lorenzo Rossi, dell’Inca regionale, ha valorizzato l’iniziativa odierna come la terza, in pochi anni, su quest’area di tutela, sottolineando la proficua collaborazione tra la categoria e il Patronato e l’importanza del modello organizzativo e della formazione, il segretario Fp Cgil Lombardia Dino Pusceddu ha ricordato che inabilità e inidoneità sono argomenti che “riguardano i più fragili della nostra categoria, quelli che non ce la fanno, quelli che a causa dell’aumento dell’età pensionabile hanno più difficoltà a stare sui posti di lavoro. E la conoscenza dei meccanismi migliori per la loro tutela deve essere patrimonio dell’organizzazione, insieme al tema della salute e della sicurezza”.

L’età media di chi lavora nelle pubbliche amministrazioni è alta ed è tra le cause che mette più in difficoltà le lavoratrici e i lavoratori con problemi di salute. Degli oltre 3 milioni di lavoratrici e lavoratori iscritti alle 5 casse pensionistiche del pubblico impiego (dipendenti statali, medici, ufficiali giudiziari, insegnanti asilo e scuole elementari parificate, dipendenti enti locali ma anche quelli delle case di riposo), quasi il 24% ha più di 56 anni e nello specifico per gli statali la percentuale sale al 25%. “Un quarto delle persone che lavorano oggi nel pubblico impiego si sta avviando a un’età che fino a vent’anni fa era l’età in cui si andava in pensione – considera Pusceddu -. Più si va avanti con l’età e più è rischioso lavorare nei posti di lavoro pubblici che non sono le scrivanie ma anche i cantieri e, appunto, le case di riposo”.

Da un lato, c’è una questione di dignità e tutela della salute e sicurezza di chi lavora, dall’altro, il tema della tenuta dei servizi pubblici. “L’abbiamo sempre detto: o la pubblica amministrazione reinizia ad assumere e riinizia ad assumere le nuove generazioni oppure ci ritroveremo servizi a rischio all’interno soprattutto della nostra Regione. Per il 2022 – aggiunge il segretario Fp Cgil Lombardia – le pensioni di inabilità si contano in 206.743, di cui solo 16.299 liquidate nella nostra regione. Vuol dire che in Lombardia abbiamo una 1,64 pensioni di inabilità ogni 100.000 abitanti. Contro le 8,10 pensioni ogni 100.000 abitanti della Sardegna, ad esempio, e una media nazionale di 3,1. Abbiamo la necessità di promuovere la conoscenza dello strumento e utilizzare questo meccanismo là dove veramente serve. Dobbiamo tutelare posto di lavoro per posto di lavoro, sapendo che nella nostra regione ci sono anche micro enti, di 2-3 dipendenti, dove si ha difficoltà anche ad entrare ma dobbiamo farlo. E il lavoro della Fp Cgil deve essere sempre più intrecciato con quello dell’Inca. Abbiamo ruoli diversi e preziosi di rappresentanza che devono necessariamente essere interfacciati tra loro”.

Il punto, in video: