5 Mar 2024
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Inps / La chiusura del venerdì resta sempre lavoro

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L’istituto ha iniziato a sperimentare lo Smart Friday. Antonella Trevisani, coordinatrice Fp Cgil Lombardia, spiega le criticità di questa scelta e l’apertura della categoria sindacale a confrontarsi per trovare le soluzioni ottimali per le lavoratrici e i lavoratori e i servizi da erogare

23 gen. 2024 – Il lavoro agile all’Inps cambia pelle. È in corso, in alcune Direzioni Regionali, una sperimentazione dal nome evocativo: lo Smart Friday.

“Questa sperimentazione, che dovrebbe poi essere allargata a tutte le realtà territoriali dell’istituto, comporta, in sostanza, che ogni venerdì tutte le lavoratrici e i lavoratori operino in smart working”, racconta Antonella Trevisani, coordinatrice Fp Cgil Lombardia.

Il venerdì le sedi resterebbero chiuse? “Esatto. Ma farlo con le Direzioni Regionali, che non hanno sportelli all’utenza ma sono di supporto alle sedi provinciali, è un conto, farlo dove il contatto con le cittadine e le cittadine è diretto, è un altro conto – risponde la sindacalista -. Per questo, per misurarne in pieno gli effetti, chiediamo che lo Smart Friday venga provato in modo capillare. Per noi presenta comunque delle criticità”.

Quali?Il contratto nazionale prevede che il lavoro agile sia su base volontaria, qui invece, e in ragione di risparmi economici che l’Amministrazione dice di voler redistribuire al personale, diventa obbligatorio. Le nostre preoccupazioni sono diverse. Intanto, come gestire le lavoratrici e i lavoratori che non vogliono lo smart working? Peraltro il venerdì diventerebbe vincolante anche per chi vi aderisce, facendo perdere la possibilità di scegliere in che giorni farlo – sostiene Trevisani -. Inoltre, da un lato, l’utenza, il venerdì, con le sedi chiuse, non potrà accedere fisicamente agli sportelli, ma appunto solo da remoto (via telefono, via webcam, ecc.). Dall’altro, se l’Amministrazione prevede poi di far dedicare più tempo all’attività di front office in presenza negli altri giorni della settimana, togliendola al back office, la domanda è: come si farà ad espletare tutte le pratiche in tempi utili? Ancora, in un’ottica confederale – aggiunge la coordinatrice Fp Cgil -, un altro tema che ci poniamo riguarda le altre persone che lavorano nelle sedi Inps, ad esempio chi fa le pulizie, facchinaggio, vigilanza: quali ricadute ci saranno per loro, con la chiusura del venerdì? Insomma, le questioni da considerare sono diverse e non si possono scaricare, come parrebbe con questa operazione, i costi delle attività sulle lavoratrici e i lavoratori. Il lavoro agile, così, rischia di essere snaturato e bisogna trovare rimedi che concilino le esigenze e i diritti di tutti, utenza inclusa. Siamo pronti a confrontarci con l’Amministrazione”.

Come va, invece, rispetto alle assunzioni? “È terminato lo scorrimento delle graduatorie dell’ultimo concorso ma le criticità per le regioni del Nord, vedi Milano e la Lombardia, permangono. In tutta Italia, con gli ultimi due concorsi sono state assunte circa 8000 persone in Inps e mentre certi territori hanno risolto le scoperture di organico, i nostri no. In Lombardia nemmeno il bando di comando fatto due anni fa ha avuto grandi riscontri positivi, e questo perché le altre amministrazioni pubbliche, anche loro con personale all’osso, non hanno dato il nulla osta – racconta Trevisani -. In più nella nostra regione ci sono state tante rinunce dei vincitori di concorso o anche lavoratrici e lavoratori che si sono fermati poco in Inps avendo successivamente vinto altri bandi più vicini alla loro professionalità che a quella di funzionari, ad esempio in Magistratura o alla Corte dei Conti”.

Quindi? “L’Amministrazione non esclude strumenti specifici per assumere nuovo personale, cioè concorsi pubblici con la regione di destinazione. Certo è che bisogna anche rendere attrattivo questo lavoro, mettendolo nella condizione di essere valorizzato, ad esempio anche quando si lavora da casa, perché non è che il venerdì è una giornata di ferie… giusto per stare sul tema iniziale. E poi c’è senz’altro da affrontare il caro vita, a partire dagli affitti, e la necessità di avere una forte rete di servizi pubblici a supporto del proprio tempo quotidiano”.