29 Feb 2024
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Cooperative sociali / Vannini (Fp Cgil): “Gli avanzamenti contrattuali di questo rinnovo sono innegabili”

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Il 1° febbraio, in video collegamento, si è tenuto l’Attivo nazionale delle delegate e dei delegati Fp Cgil. Il segretario nazionale parteciperà anche all’Attivo regionale della Fp Cgil Lombardia del 6 febbraio

5 feb. 2024 – Oltre 600 delegate e delegati delle cooperative sociali hanno partecipato nella sera di giovedì 1° febbraio, dalle ore 21 alle 23 inoltrate, all’Attivo nazionale che la Fp Cgil ha organizzato da remoto per illustrare l’ipotesi contrattuale 2023-2025 che andrà ora sottoposta al voto delle lavoratrici e dei lavoratori nelle varie assemblee.

Diverse le novità economiche e normative del contratto che, intanto, allarga il campo di applicazione alle attività di impresa che erogano prestazioni sanitarie.

Michele VanniniIl segretario nazionale Michele Vannini ha definito questo nuovo ccnl “pesante, perché, se approvato, porterebbe direttamente nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori un aumento salariale di oltre il 12,2%”, tra l’incremento medio sul tabellare dell’8,45% (120 euro sul C1), e il 3,8% ottenuto introducendo la quattordicesima mensilità al 50%, a giugno di ogni anno (con l’obiettivo, con i prossimi rinnovi, di portarla al 100%). Si tratta dei “maggiori incrementi nella storia della cooperazione sociale”.

I tempi di vestizione, portati a 15 minuti, sono “a tutti gli effetti tempo di lavoro e come verranno poi usufruiti è demandato alla contrattazione di secondo livello”. La maternità obbligatoria è finalmente tutelata con l’integrazione che, dal 1° gennaio 2024, raggiunge il 100% della retribuzione.

La reperibilità con vincolo di permanenza in struttura (le cosiddette notti passive) viene resa “uno strumento più oneroso da usare per le cooperative e, in una logica acquisitiva del contratto nazionale, è un passo avanti”, rileva Vannini. Previa programmazione, si dà un’indennità fissa mensile lorda di 77,47 euro. Rientra come attività oraria, nelle 38 ore settimanali, la fascia dalle 22 alle 24 e dalle 7 alle 9. E vengono pagati ulteriori 20 euro per ogni notte con 7 ore di reperibilità dalle ore 24 alle 7.

Per educatrici ed educatori, si prevede “un avvicinamento progressivo, nel corso del biennio verso il D2”, spiega Vannini, misurando con attenzione le parole su una partita che resta delicata. “La contrattazione è un processo, non è un colpo solo – evidenzia -, le questioni aperte sono ancora tante”.

In breve, educatrici ed educatori dei servizi educativi per l’infanzia (decreto legislativo 65/17) e quelli professionali socio pedagogici con 60 crediti formativi universitari come da legge 205/2017, attualmente inquadrati in D1, dal 1° gennaio 2025 saranno avviati al D2 tramite un elemento temporaneo aggiuntivo (Etr) della retribuzione mensile di 41 euro, replicato poi il 1° settembre, per cambiare poi l’inquadramento dal 1° gennaio 2026.

Quello della cooperazione sociale è un mondo complesso e molto vasto, in cui rientrano tantissime professionalità, da quelle infermieristiche agli Oss, dagli assistenti sociali ai mediatori culturali.

Per questo, ad esempio, la Fp Cgil organizza questo pomeriggio, in diretta Facebook dalle ore 17.30, l’Assemblea nazionale per i servizi dell’accoglienza e l’immigrazione, visto che con il decreto Cutro circa 4mila tra psicologi, insegnanti di lingua italiana e operatori legali rischiano il licenziamento.

Altri temi trattati nel corso dell’Attivo nazionale, sono stati l’inquadramento del personale e l’assistenza sanitaria integrativa. E, ancora, i contratti a termine: “Il decreto Calderone stabilisce che se i contratti nazionali non prevedono le causali, la negoziazione per i contratti a termine è individuale e questo significa ricattabilità delle lavoratrici e dei lavoratori”, chiarisce Vannini, indicando che il nuovo ccnl aumenta al 25% la percentuale della clausola di stabilizzazione. Cioè “le cooperative sociali non possono attivare i contratti a termine se non hanno stabilizzato il 25% dei contratti portati avanti nei 24 mesi precedenti”.

Molto importare che il contratto stabilisca anche l’istituzione di un Osservatorio paritetico sugli appalti, “anche a livello regionale”, per monitorare la correttezza delle norme su appalti e affidamenti ma anche proporre interventi e soluzioni.

Il segretario nazionale della Fp Cgil crede molto in questo ccnl, frutto di un grande lavoro corale. Tanto, che i timori concreti – la questione è stata sollevata nella discussione con delegate e delegati – sono quelli di una fuga delle cooperative da questo contratto, che coinvolge oltre 400mila lavoratrici e lavoratori nel Paese, per sceglierne altri con minori benefici per loro.

A maggior ragione bisogna sostenerlo, per Vannini, “con l’orgoglio di rivendicare un risultato ottenuto grazie al lavoro di tutti. Il rapporto tra contrattazione nazionale e contrattazione territoriale è sinergico. E se si fa, come facciamo, un lavoro sindacale quotidiano attraverso le tutele, la negoziazione e le vertenze, i risultati ci sono. Gli avanzamenti contrattuali di questo rinnovo sono innegabili – prosegue – e lavoreremo per produrne degli ulteriori sin dalla prossima tornata”.

Concetti che Vannini probabilmente ribadirà all’Attivo regionale delle delegate e dei delegati che la Fp Cgil Lombardia organizza per martedì 6 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, dalle ore 9.30 alle 13.30.