16 Apr 2024
HomeIn evidenzaSicurezza sul lavoro e rappresentanza / L’aprile di Cgil e Uil

Sicurezza sul lavoro e rappresentanza / L’aprile di Cgil e Uil

Maurizio Landini 22 marzo 2024

Dall’assemblea nazionale delle delegate e delegati Rls e Rsu i due sindacali confederali rilanciano lo sciopero dell’11 aprile e la manifestazione del 20 aprile, insieme all’aggiornamento della piattaforma rivendicativa e al “Patto per la salute e per la sicurezza sul lavoro”. Landini (Cgil) parla di “incontri finti” con il governo e assicura: “Non chiniamo la testa ma vogliamo cambiare la situazione”

22 mar. 2024 – L’11 aprile quattro ore di sciopero per la salute e sicurezza sul lavoro (che diventano otto per gli edili), il 20 aprile una manifestazione nazionale a Roma sul diritto alla salute, la sicurezza sul lavoro, la riforma fiscale e i salari.

Cgil e Uil hanno aggiornato la piattaforma rivendicativa presentandola oggi all’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Rls e Rsu riuniti alla Leopolda di Firenze, e attraverso i segretari generali Pierpaolo Bombardieri (Uil) e Maurizio Landini (Cgil) hanno rilanciato la mobilitazione rossoblù d’aprile per chiedere al governo un cambio di passo e risposte vere.

Firenze è la città che ha visto, lo scorso febbraio, morire cinque operai nel cantiere di un supermercato, ed è stata scelta come città simbolo di una lotta che ora si rinnova dopo il primo sciopero nazionale per la sicurezza sul lavoro seguito a pochi giorni da quella strage. Una strage imperterrita, impietosa, fissata anche nel video proiettato alla Leopolda: “In Italia, dal 2013 al 2023, 14.097 persone sono andate a lavoro e non sono più tornate a casa”. Il peggior primato spetta alla Lombardia, con le sue 2051 vittime. E sempre dalla nostra regione arriva, anche oggi, l’annuncio dal palco di un altro intollerabile omicidio sul lavoro, quello di un operaio di 51 anni morto sotto le lastre di legno a Valdidentro, nel sondriese.

Le delegate e i delegati intervenuti hanno raccontato le difficoltà e i rischi per la loro salute e incolumità, a partire dai cantieri edili ma anche, ad esempio, nella sanità, visti i turni spossanti ma anche le aggressioni continue. E qui è stata ricordata Barbara Capovani, 56 anni, psichiatra dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, morta per le sprangate di un ex paziente.

Le lavoratrici e i lavoratori hanno raccontato le difficoltà a lavorare in condizioni precarie e che il lavoro non solo può uccidere ma che fa anche ammalare o può portare all’invalidità.

Maurizio Landini lo evidenzia bene nelle sue conclusioni: alle malattie professionali e agli infortuni va aggiunto lo “stress lavoro correlato, le molestie, le violenze, il mobbing”. Le “fatiche” da sostenere in ragione di un “modello organizzativo” che non va bene, anzi fa proprio male.

Il punto, allora, è sì “rimettere al centro il tema della salute e sicurezza sul lavoro” ma non solo. “Vogliamo di più, vogliamo che sul lavoro le persone si possano anche realizzare”, afferma il segretario generale della Cgil.

E questo non può accadere se il mondo del lavoro è sempre più frammentato e precario, tra appalti e subappalti a cascata, se è sempre più ricattato. Se alle lavoratrici e ai lavoratori vengono applicati contratti pirata che ledono i loro diritti e i loro salari. Una situazione, questa, consentita dall’assenza di una legge sulla rappresentanza che, invece, Cgil e Uil rivendicano a gran voce per sancire il peso reale delle organizzazioni sindacali e per mettere all’angolo quelle sorte ad uso delle parti datoriali.

Landini parla di “incontri finti” tra governo e sindacati confederali, le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori non vengono coinvolte nelle decisioni, quando è proprio dal lavoro dipendente e dalle pensioni che viene pagato il 95% delle tasse. “C’è un vero e proprio attacco alla democrazia e alla libertà delle persone – denuncia -. Non può essere il governo a decidere con chi negoziare. Noi non stiamo difendendo solo il diritto di chi lavora di vivere e non di morire lavorando ma stiamo difendendo anche un’idea di società”. Di trasformazione e giustizia sociale.

Il peggioramento è intercorso sia nelle condizioni di lavoro e nell’impoverimento dei salari sia sul versante legislativo, per “lasciare fare al mercato”. Ad esempio, un tempo “l’intermediazione di manodopera era vietata”, poi “la legge è stata cancellata”. O ancora, grazie a una legge fatta negli anni ’60, fino al 2003 vigeva nel sistema degli appalti “parità di trattamento economico e normativo”. Poi si sono fatte spazio le disparità, oltre che le infiltrazioni mafiose. Ed è soprattutto nella filiera degli appalti che si macinano morti sul lavoro e infortuni, è nella frantumazione delle concessioni che si verifica la strage più pesante, quella di chi lavora con contratti precari.

Alla sicurezza, per tutte le lavoratrici e i lavoratori, in ogni settore, va aggiunta anche la formazione permanente. Va aggiunta anche la prevenzione, invertendo i tagli alla spesa pubblica fatti negli anni e rafforzando i servizi di medicina del lavoro e i servizi ispettivi.

“È una questione di volontà politica, di scelte”. All’arrivo del Covid, ricorda Landini, sono bastate “48 ore per fare un accordo”, due giorni serrati di trattativa per “non bloccare le attività e mettere in sicurezza il Paese”.

Mentre l’Italia invecchia sempre di più e ha sempre meno culle, mentre i migranti muoiono non solo nel mare ma anche sfruttati nei cantieri in nero e senza permessi di soggiorno, Cgil e Uil vogliono far cambiare rotta. “Cancellate la Bossi-Fini”, ripete Landini, rivolto alla politica.

E così si costruisce la mobilitazione. “Se non lo facciamo noi insieme, pensate che ci sia qualcuno che lo fa per noi? Ognuno di noi deve fare la sua parte”. Anche per scalzare dal Paese il paradosso per cui l’aumento dell’inflazione “è dovuto all’aumento dei profitti, non dei salari”. E da quei profitti parte l’evasione fiscale, che ora pure il governo condona, mentre la “mucca da mungere” restano le lavoratrici e i lavoratori dipendenti o che sono andati in pensione.

Cgil e Uil chiedono agli attori politici e istituzionali, in nome di una responsabilità collettiva, di raggiungere insieme un “Patto per la salute e per la sicurezza sul lavoro”(qui il volantone in pdf).

Prima con lo sciopero e poi con la manifestazione, aprile sarà un mese particolarmente per riaffermarlo.

Per la salvaguardia e il benessere delle persone, del loro diritto alla salute e alla sicurezza, a un lavoro e a una pensione dignitosi, all’equità sociale. E quindi per la sanità pubblica, il fisco progressivo, il contrasto dell’evasione fiscale che consentirebbe, recuperando risorse, di rispettare i diritti di cittadinanza previsti dalla Costituzione.

Cgil e Uil chiedono di avere voce in capitolo nelle decisioni, nel riconoscimento del proprio ruolo di rappresentanza. “Non chiniamo la testa ma vogliamo cambiare la situazione”, assicura Landini.

Sul valore della rappresentanza, esemplare Rkia Artoum, delegata Flai Cgil, che condensa nella sua persona e con le sue parole il senso dell’assemblea nazionale: “Dove c’è rappresentanza sindacale nelle aziende c’è anche sicurezza”.

La registrazione dell’assemblea nazionale:

Assemblea Cgil Uil Rls Rsu 22 marzo 2024