16 Jun 2024
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Aler / Fp Cgil Lombardia avvia la vertenza regionale per gli incentivi alle funzioni tecniche

Aler, assemblea Fp Cgil Lombardia 5 giugno 2024

Il settore dell’edilizia residenziale pubblica è in mobilitazione sia a livello regionale, per riscuotere un diritto, valido prima e dopo la riforma del codice degli appalti sia a livello nazionale per il rinnovo del contratto Federcasa

5 giu. 2024 – “Nella maggioranza delle Aler il pagamento degli incentivi alle funzioni tecniche è bloccato. A seguito del cambio della governance, non stanno erogando quanto spetta alle lavoratrici e ai lavoratori. Una situazione inaccettabile da far svoltare con una vertenza regionale”. Dino Pusceddu, segretario Fp Cgil Lombardia, ha organizzato, alla Aler milanese di viale Romagna e in collegamento da remoto, un’assemblea regionale con il personale tecnico delle aziende dell’edilizia residenziale.

Con lui, Lucilla Pirovano, segretaria della Fp Cgil metropolitana e gli avvocati Paolo Angelone e Franco Scarpelli.

Cosa potrebbe portare a una svolta?

“Riadeguando i criteri di distribuzione degli incentivi a seguito della modifica normativa del 2023 e, ovviamente, sbloccando i pagamenti che peraltro coinvolgono, oltre che le lavoratrici e i lavoratori con un profilo tecnico, anche quelli del ruolo amministrativo. L’accantonamento di quanto previsto dalla legge è un obbligo e quindi la responsabilità è in capo alle aziende anche se omettono di farlo. Per questo, con l’assemblea di oggi abbiamo voluto raccogliere informazioni su come si stanno muovendo le Aler sul territorio”, risponde Pusceddu.

Le difficoltà quindi sono anche a livello regionale oltre che nazionale?

“Federcasa non sta mettendo nel piatto del rinnovo contrattuale risorse sufficienti per un contratto 2022-2024 che recuperi il potere d’acquisto e quindi salario. In Lombardia viene negato un diritto, come ha fatto emergere oggi l’assemblea regionale delle lavoratrici e lavoratori Aler del ruolo tecnico, cioè non vengono sottoscritti i regolamenti relativi agli incentivi, previsti dalla legge, per i lavori di manutenzione svolti né vengono pagati gli anni passati. Eppure i criteri sono già stati contrattati! – rimarca Pusceddu -. Quindi avvieremo una vertenzialità diffusa per spingere le Aler lombarde a siglare gli accordi a livello aziendale. Nonostante le aziende ci rispondano di non volerli contrattare, noi chiediamo quanto è dovuto, sostenendo pure che non si possano ridurre le agibilità sindacali, cioè la possibilità delle lavoratrici e dei lavoratori di discutere degli incentivi. Questi – prosegue il segretario Fp Cgil Lombardia – sono un pezzo di salario importante per una professione sottoposta a notevoli rischi. Ogni dipendente del ruolo tecnico svolge delle mansioni per lavori che possono essere anche di diversi milioni di euro e ha una responsabilità diretta che ad oggi non viene riconosciuta da parte dell’azienda”.

Anche se le risorse sono già state contrattate?

“In alcune aziende, purtroppo, succede, scaricando le colpe sui precedenti dirigenti. Ma questi soldi spettano ai dipendenti e faremo un’azione di tutela forte perché li portino a casa, anche, ripeto, tramite l’azione vertenziale. Il nostro obiettivo, ovviamente, è che l’Aler si sieda al tavolo da una parte per contrattare le modalità di distribuzione di queste risorse dovute per legge, dall’altra per iniziare a pagare quanto spetta per un lavoro svolto già da diversi anni”.

Lucilla Pirovano, che segue l’Aler più grande, quella milanese appunto, sostiene:

“Siamo consapevoli delle tante difficoltà dell’edilizia residenziale pubblica, tanto più in Lombardia. Una fetta di personale è particolarmente schiacciata dalle responsabilità crescenti ma anche dal livello di rischio personale, con il malessere sociale che peggiora, e dalla mancata valorizzazione salariale e professionale. Il disagio e i problemi riguardano tutte le lavoratrici e i lavoratori, dai custodi agli amministrativi. Così non si può più reggere – rimarca -. Come Cgil abbiamo più volte sollevato l’attenzione verso gli incentivi delle funzioni tecniche, sia con la vecchia che con la nuova dirigenza: per loro è un tema tabù, non ne discutono, manifestano nervosismo e assoluta indisponibilità a fornire i dati – denuncia -. La soluzione non è scontata ma, con i nostri avvocati, lotteremo per capire come applicare questo diritto, anche per quanto riguarda il pregresso. Venerdì 7 giugno avremo un nuovo incontro con la direzione e, dopo la riunione di oggi, avremo più elementi da portare al tavolo”.

Dunque, avanti tutta!

“La mobilitazione continua anche per rivendicare un rinnovo contrattuale dignitoso che valorizzi il personale preposto alla tutela abitativa di persone con fragilità e riconosca economicamente un incremento salariale a due cifre: con l’inflazione al 16%, Federcasa propone un intollerabile aumento del 6% – replicano Pusceddu e Pirovano -. Il 28 giugno saremo al presidio unitario organizzato  a Roma contestualmente all’elezione del nuovo Presidente di Federcasa, per rendere visibile, anche in questa occasione, la nostra protesta”.