16 Jun 2024
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Comune di Milano / Aperto lo stato di agitazione dei centri di formazione professionale

Giovanni Molisse

Molisse (Fp Cgil): “Non siamo dei figuranti, le organizzazioni sindacali vanno rispettate e vanno rispettati gli accordi presi e il contratto nazionale”

11 giu. 2024 – Aperto lo stato di agitazione unitario delle lavoratrici e lavoratori dei centri di formazione professionale del Comune di Milano.

“Come ho detto in Prefettura, al fallito tentativo di conciliazione il 7 giugno scorso, è inaccettabile che l’Amministrazione consideri le organizzazioni sindacali come dei figuranti. È inaccettabile essere convocati in una data ed essere messi a conoscenza di atti unilaterali e di decisioni già deliberate dalla Giunta il giorno prima”, afferma Giovanni Molisse, segretario della Fp Cgil milanese.

cfp viale murillo milanoCos’è successo?

“La vicenda parte nel dicembre 2023, quando il Comune ha chiuso il Centro di formazione (settore dell’ottica) di via Visconti 18 per poi esternalizzarlo a un soggetto esterno. Nonostante le nostre richieste di incontro e vari solleciti, non avendo avuto alcuna informativa preventiva come prevede, invece, il contratto nazionale, nel mentre veniva appunto fatto e vinto il bando pubblico e le aule venivano date in concessione – risponde Molisse -. Noi non siamo stati mai ricevuti, fino all’incontro del 17 maggio, dove è emersa l’intenzione dell’Amministrazione di chiudere anche la sede di viale Murillo (lingue straniere), per spostarla nella più distante e scomoda via Fleming”.

Un trasloco, allora?

“È in un’altra zona della città e quindi non ci sarebbe lo stesso bacino di utenza che c’è in viale Murillo, circa 550 iscritte e iscritti. Sono proprio loro i primi a non essere contenti, tant’è che è partita una raccolta firme con oltre 2000 adesioni tra corsisti e cittadini. Ma anche le lavoratrici e i lavoratori non sono contenti, sia perché in viale Murillo si dava un servizio mirato al contesto della zona sia perché anche questo centro di formazione verrà esternalizzato”, replica il sindacalista.

Qual è il tema di fondo?

“Non solo non siamo d’accordo su questa operazione ma anche questa volta la decisione ci è stata comunicata solo a cose fatte: il 16 maggio, cioè il giorno prima dell’incontro con le organizzazioni sindacali, è stata votata una delibera di Giunta con le linee di indirizzo per l’esternalizzazione del centro di viale Murillo. È evidente, allora, che la convocazione del 17 maggio per l’Amministrazione è stato solo un pro forma, in violazione del ccnl vigente”.

Quindi è stato di agitazione.

“In primis per le mancate relazioni sindacali e l’esternalizzazione dei due centri di formazione professionale. Ma tra gli altri punti, ci sono anche la tutela del contratto nazionale dei docenti e il rispetto dell’accordo sindacale del 2019, in cui, in base all’articolo 88 del ccnl, avevamo concordato 622 ore di attività curriculare ad anno scolastico per 34 settimane (18 ore a settimana), più 200 ore di attività integrative per 42 settimane, in modo da completare il pacchetto formativo previsto dal Comune senza far recuperare ai docenti malattie, leggi 104, eventuali scioperi, ecc. E invece pare che nemmeno questo accordo venga applicato a dovere. In Prefettura l’Amministrazione ha cercato di mettere le mani avanti dicendo che sistemeranno tutto, vedremo – sottolinea il segretario della Fp Cgil Milano -. Comunque, tema centrale di questo stato di agitazione è l’esternalizzazione dei due centri di formazione professionale e, ripeto, il ripristino delle corrette relazioni sindacali: se firmiamo degli accordi che non vengono rispettati, se veniamo convocati quando le decisioni sono state già prese, se non abbiamo voce in capitolo, è ovvio che dobbiamo lottare. Noi vogliamo e dobbiamo entrare nel merito delle varie questioni. Siamo stati sempre disponibili al confronto ma per farlo bisogna essere ingaggiati dall’inizio del percorso e non alla fine, a decisioni già prese. Perciò – aggiunge – abbiamo anche chiesto di rimandare di un anno, se proprio inevitabile, la chiusura del centro di viale Murillo, per avere tempo di entrare nel merito e confrontarci. Anche qui ci hanno detto un secco no”.

Insomma, non ci sono spazi per trattare.

“E infatti abbiamo indetto lo stato di agitazione e adesso vedremo quali saranno le nostre prossime iniziative unitarie, visto che abbiamo diversi stati di agitazione aperti con il Comune di Milano, dalle politiche occupazionali alla vertenza sul ‘diritto al pasto’ e a quella sulla Direzione Servizi Civici e Municipi. È molto probabile che uniremo assieme tutte queste vertenze, ed insieme alle altre organizzazioni sindacali e alla Rsu decideremo, in tempi brevi, numerose e diversificate iniziative di lotta fino ad arrivare, se sarà necessario, allo sciopero di ente”, chiude Molisse.