14 Jul 2024
HomeIn evidenzaUffici Scolastici / Arriva la stagione infernale

Uffici Scolastici / Arriva la stagione infernale

stop ferie

Fp Cgil Lombardia scrive all’Usr e ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali per denunciare, una volta di più, le condizioni di lavoro critiche del personale, che peggiorano con l’arrivo del periodo estivo. Il coordinatore regionali Alì: “Le lavoratrici e i lavoratori pagano quattro volte le carenze di organico e la cattiva organizzazione dell’Amministrazione, con la pressione per l’aumento del carico lavorativo, il protrarsi del lavoro anche dopo l’orario di servizio e nei giorni di ferie, il mancato riconoscimento e in molti casi, il rientro dalle ferie o la variazione di ferie già programmate. Basta!”

17 giu. 2024 – “Abbiamo scritto alla Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, Luciana Volta, e ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali. Se la situazione è già critica nel corso dell’anno, con le carenze di personale che ci sono, a ridosso delle ferie estive diventa infernale. Bisogna intervenire con urgenza e con serietà”. Così Antonio Alì, coordinatore Fp Cgil Lombardia.

La situazione è a tal punto critica?

“Per tante lavoratrici e lavoratori degli Uffici Scolastici, inclusi i colleghi e le colleghe distaccati dalla scuola per tamponare i buchi in organico, il carico di lavoro è diventato insostenibile e impedisce di conciliare il tempo personale e familiare, visto che, oltre tutto, sono state assegnate nuove importanti competenze da gestire (dalle graduatorie provinciali per le supplenze al personale Ata, che ha scadenza triennale) – risponde il sindacalista -. Senza nuove assunzioni almeno per sostituire chi va in pensione o cambia ente, il rischio, prima ancora della chiusura degli uffici che avrebbero bisogno di personale nei numeri adeguati ai fabbisogni, è di un generale tracollo psicofisico e non va bene”.

Le ferie quindi non aiuteranno?

“Le ferie sono il tallone d’Achille di questa Amministrazione, quando sono un diritto costituzionale! – evidenzia Alì -. Ma l’assenza di un lavoratore, di una lavoratrice comporta per molti uffici il fermo o la paralisi di alcune attività, frutto delle scelte di polverizzare e parcellizzare i compiti istituzionali. Da un lato, le stesse lavoratrici e lavoratori sono consapevoli che non essere in servizio causerà dei ritardi e, dall’altro lato, l’Amministrazione chiede prestazioni lavorative, per giunta non retribuite, come fossero cortesie personali, facendo leva proprio sul loro senso di responsabilità – considera il coordinatore regionale -. Grave anche che questo impegno non venga riconosciuto da un’Amministrazione smemorata e ingrata. Lavorare di più tutti i giorni e anche nei giorni festivi o di ferie è diventata normale routine, con tanto di sottofondo proverbiale: ‘Fai del bene e scordatene’”.

“Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”, ha detto un grande combattente.

“Infatti le lavoratrici e i lavoratori dei vari Ambiti Territoriali non hanno alcuna intenzione di arrendersi e anche per la loro sollecitazione stiamo chiedendo a tutti di segnalarci sia variazioni di ferie e permessi negati per esigenze di servizio, sia prestazioni lavorative effettuate in orario o in giorni di riposo/permesso/ferie e, viceversa, abbiamo avvisato l’Amministrazione di non richiederle in tali giornate – afferma Alì -. Qualora avvenisse, ogni giornata lavorata in più, interamente o parzialmente e anche da remoto, dovrà essere conteggiata e dunque le ferie e/o i permessi dovranno essere recuperati il primo giorno utile. E promettiamo azioni conseguenti– incalza il sindacalista Fp Cgil – se, come accaduto negli anni precedenti, la responsabilità di possibili malfunzionamenti organizzativi venisse imputata ai singoli dipendenti. Uno scaricabarile vergognoso e ingiusto che deve finire”.