14 Jul 2024
HomeIn evidenzaAsst Melegnano Martesana / Il cambio di rotta che serve

Asst Melegnano Martesana / Il cambio di rotta che serve

Asst Melegnano Martesana

Bagnaschi (Fp Cgil Milano): “Le carenze di personale impattano sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che sui servizi da garantire. Mancano circa 190 figure professionali, in primis infermieristiche, ma anche tecniche e amministrative. Se il problema, a monte, sconta la miopia politica, con la Rsu, a partire dalle nostre delegate e delegati, terremo sempre alta la testa lottando per rivendicare la qualità della sanità pubblica e i diritti delle persone che accedono ai servizi e che vi lavorano”

24 giu. 2024 – “Trovare una soluzione locale a un problema gigantesco che ha a che fare con le risorse nazionali diventa complicato. Ma nel frattempo, visto che alla Asst Melegnano Martesana manca il personale, cresce il malessere delle lavoratrici e dei lavoratori. Perché poi, per coprire i disservizi, ti chiedono continui sacrifici, rientri, doppi turni, ecc. Oppure cambiano gli orari dei servizi, cercando di garantire aperture più lunghe nei week-end però sempre con le stesse persone al lavoro. Per questo la Rappresentanza Sindacale Unitaria, con il coordinatore Salvatore Pepe, ha voluto denunciare pubblicamente, sulla stampa, una situazione sempre più difficile da sostenere”. Antonio Bagnaschi, Fp Cgil Milano, torna su un tema ben noto a chi lavora nella sanità pubblica lombarda. Le carenze tra gli organici ricadono sia sulle cittadine e i cittadini, con liste d’attesa infinite, sia sulle lavoratrici e i lavoratori, il cui tempo di vita personale viene sempre più compresso, portato su spalle via via più fiaccate.

Come ha denunciato Pepe, nostro delegato Fp Cgil, non solo all’appello mancano circa 100 lavoratrici e lavoratori delle professionalità infermieristiche, ma la scopertura riguarda anche una novantina di persone tra figure tecniche e amministrative. E va considerato che queste carenze ci sono anche dopo il taglio impietoso, avviato dal 2016, di 250 posti letto di questo grande ospedale del sud-est milanese – spiega Bagnaschi -. Le condizioni purtroppo peggiorano anche nel periodo estivo, con le ferie. La nostra Costituzione prevede nel corso dell’anno almeno due settimane di ferie obbligatorie per il recupero psico-fisico e in genere è possibile prenderle in questo periodo. E sono ancora più dolori per chi resta – rileva il sindacalista -. Il punto resta quello della volontà politica di rendere esigibile il diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini. Regione Lombardia ha un rapporto sbilanciato tra pubblico e privato, avendoli ormai equiparati. Il Governo nazionale, senza finanziamenti adeguati al Servizio Sanitario Nazionale, gonfierà ancora di più le vele a questa rotta iniqua e l’autonomia differenziata farà il resto. La novità è che – aggiunge Bagnaschi -, come da sempre nella nostra storia, la testa la teniamo alzata e lottiamo e lotteremo per i servizi pubblici, la loro qualità e concreta esigibilità in termini di diritti, come per un’organizzazione del lavoro più conciliante con i tempi personali ma anche più motivante perché valorizza e rafforza le tutele e i diritti delle operatrici e degli operatori”.