22 Feb 2025
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Sanità Pubblica. Fp Cgil: Perchè non abbiamo firmato questo contratto. I volantini Fp Cgil

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La bozza di contratto proposta da Aran non dava le risposte necessarie per rispondere alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità.

Troppo poche le risorse per incrementare gli stipendi, nessuna risposta sulle indennità, un evidente messaggio ai lavoratori che per incrementare le proprie entrate devono essere disponibili a lavorare di più. Un incremento mascherato dell’orario di lavoro in un comparto afflitto da condizioni di lavoro insopportabili.

Non ci sarebbero stati strumenti sufficienti per la valorizzazione di carriera dei professionisti e l’introduzione dell’assistente infermiere, così come proposta, servirebbe solo a ridurre la qualità dell’assistenza e il costo del lavoro. Si sarebbe reintrodotto una specie di infermiere generico, mortificando la professione infermieristica e facendo sparire, contestualmente, la valorizzazione degli attuali Oss.

Un testo che avrebbe alimentato la conflittualità dentro le aziende, non portando soluzioni su mensa e retribuzione nelle ferie.

Ora bisogna aprire una fase nuova, con il coinvolgimento delle Regioni e ci aspettiamo che il Governo faccia il necessario per dare in tempi rapidi un contratto che dia risposta alla totalità delle lavoratrici e dei lavoratori.


LE RISORSE PER INCREMENTARE GLI STIPENDI TABELLARI?
Non sono sufficienti. L’incremento degli stipendi tabellari lordi mensili per le diverse aree se le altre organizzazioni sindacali (CISL FP, FIALS e Nursind) avessero avuto la maggioranza sarebbe stato:

  • Elevata qualificazione: 193,90 €
  • Area professionisti della salute e funzionari: 135 €
  • Area degli assistenti: 127 €
  • Area degli operatori: 120 €
  • Personale di supporto: 115 €
  • Ricercatore sanitario: 135 €
  • Collaboratore professionale di ricerca sanitaria: 135 €

Aumento medio lordo in busta paga decurtata l’IVC già percepita:

  • Elevata qualificazione: –
  • Area professionisti della salute e funzionari: 45,87 €
  • Area degli assistenti: 48,88 €
  • Area degli operatori: 50,41 €
  • Personale di supporto: 49,56 €
  • Ricercatore sanitario: 45,87 €
  • Collaboratore professionale di ricerca sanitaria: 45,87 €

Un incremento pari a un terzo dell’inflazione del periodo 2022/24, di cui una parte già in busta paga come IVC.

Solo e soltanto questi sarebbero stati gli incrementi lordi mensili da corrisponderealla generalità delle lavoratrici e lavoratori, di tutte le aree e di tutti i ruoli!

I 172 euro che qualcuno continua a pubblicizzare sono la famosa “media del pollo” perché comprensivi, ad esempio, dell’incremento dell’indennità di pronto soccorso che, giustamente, andrà soltanto a chi è assegnato ai servizi di pronto soccorso, come da accordi regionali.


LE RISORSE PER INCREMENTARE IL SISTEMA DELLE INDENNITÀ E LE CONDIZIONI DI LAVORO?

Del tutto insufficienti. I soldi che sarebbero andati nei fondi per finanziare le indennità e lo sviluppo di carriera (progressioni verticali e orizzontali) sarebbero stati 172 € all’anno contro i 324 € annui pro-capite del precedente contratto.


LE RISORSE PER LO SVILUPPO PROFESSIONALE?

Non c’erano! In assenza delle risorse necessarie alle progressioni verticali, la proroga fino al 31/12/26 delle progressioni in deroga è una scatola vuota. Non ci sono risorse aggiuntive per il finanziamento delle elevate qualificazioni. Quindi, l’abbassamento dei requisiti per l’accesso è una presa in giro. Nessuna rivalutazione delle progressioni economiche già acquisite né di quelle future. Nessun incremento del valore degli incarichi professionali e organizzativi (base, media e elevata complessità), né tanto meno il loro finanziamento da contratto nazionale. Gli interim sarebbero stati pagati con la produttività collettiva.


LE RISORSE PER INCREMENTARE LE INDENNITÀ PROFESSIONALI?

Poche per le professioni sanitarie e sociosanitarie, niente per gli altri. Le indennità di specificità infermieristica e di tutela del malato sono incrementate, da Legge di Bilancio, rispettivamente di 7,06 euro lordi mensili e di 6,39 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2025 per l’area dei professionisti della salute. Una cifra irrisoria. Tutte le altre indennità professionali specifiche e di qualificazione professionale restano invariate,. Da più di venticinque anni. L’incremento dell’indennità alle ostetriche è una beffa. Se la sarebbero pagato loro e tutti gli altri lavoratori e lavoratrici perchè quei soldi sono presi dalle risorse contrattuali. Noi sin dal 2022 abbiamo chiesto che l’adeguamento fosse finanziato con risorse dello Stato.

WELFARE CONTRATTUALE E DIRITTO ALLA MENSA?

Assolutamente niente. Nessun incremento dei fondi da destinare a welfare contrattuale con risorse da bilancio delle aziende sarà possibile, perché la legge di bilancio ha sancito l’impossibilità di derogare ai tetti di spesa sul salario accessorio di tutti i dipendenti pubblici, anche per le risorse da destinare al welfare che verranno quindi sottratte dalla produttività collettiva.
Nessun incremento del buono pasto né tanto meno l’eliminazione della quota di 1/5 a carico dei lavoratori.
Personale della ricerca: nessuna risposta al problema sui Fondi degli IRCCS e degli IZS.


PARTE NORMATIVA

Nessuna risposta per tutti i profili del ruolo amministrativo e tecnico, né sullo sviluppo di carriera né tanto meno sulla parte economica.
Inserimento del nuovo profilo dell’assistente infermiere: abbiamo già espresso la nostra posizione su questa nuova figura professionale che rischia di abbassare la qualità dell’assistenza infermieristica e di ridursi a mera questione di abbattimento del costo del lavoro. Sarebbe sparita ogni possibilità di carriera dall’interno per gli OSS. Nessuna risposta per l’autista soccorritore e il mediatore culturale.


FERIE

L’annoso problema delle ferie pregresse non sarebbe stato affatto risolto.
La disciplina sperimentale delle ferie ad ore rischiava di essere un ulteriore strumento di pressione da parte delle aziende nei confronti dei lavoratori.
Nessuna modifica alla retribuzione per ferie, nonostante le sentenze di Cassazione che hanno affermato come nel periodo di ferie spettino tutte le indennità percepite relativamente alle mansioni ordinariamente svolte. L’ARAN, dopo averci fino ad ottobre una soluzione condivisibile al problema ha fatto, con un blitz,  marcia indietro per la mancanza di risorse.
Nessuna parificazione del numero di giornate di ferie per i neoassunti per i primi tre anni, come richiesto dalla Fp Cgil.


ORARIO DI LAVORO

Sarebbe stato mantenuto l’orario convenzionale invece del riconoscimento dell’orario programmato, cosa che genera impropriamente debito orario a danno delle lavoratrici e dei lavoratori.
Ulteriore deregolamentazione dell’orario di lavoro.
Sulle prestazioni orarie aggiuntive sarebbe stata accettata, senza alcun contraddittorio, l’impostazione del governo: “Se vuoi guadagnare di più, lavora di più” inserendo un nuovo articolo contrattuale sulle POA per le professioni sanitarie che potranno essere effettuate non solo nei casi di carenza d’organico e per l’abbattimento delle liste di attesa ma anche “per raggiungere obiettivi ulteriori rispetto a quelli assegnati”.
Trattati come dirigenti senza la retribuzione dei dirigenti, sancendo una sostanziale deregolamentazione dell’orario di lavoro del personale del comparto e il superamento sostanziale dei limiti massimi al lavoro straordinario.


PRONTE DISPONIBILITÀ

Nessun incremento dell’indennità oraria ma,per giunta, il superamento per qualsiasi necessità aziendale, compresa la carenza d’organico, del tetto di 7 PD mensili che avevamo conquistato con il CCNL 19/21, quindi nuova marcia indietro … peggio del “… di norma”.


LIBERA PROFESSIONE

Si vorrebbe introdurre una libera professione farsa, rinunciando definitivamente alla possibilità di veder riconosciuta per tutti una indennità di esclusività come per la dirigenza, come più volte richiesto e presente in piattaforma unitaria; non tutti i professionisti possono (es. servizi di vigilanza) o vogliono fare la libera professione.
Uno specchietto per le allodole, che riguarderebbe pochissimi e che servirà solo ad aumentare i carichi di lavoro.

ARPA

Ancora una volta nessuna risposta alla nostra richiesta di una sezione specifica per il personale delle Arpa.


 

 


 

 

 

C’È CHI SI ARRENDE, NOI LOTTIAMO!

 

 

volantino Fp CgilAbbiamo certificato che non c’era la maggioranza per sottoscrivere questo contratto. Per noi è importante poter continuare a lavorare per garantire condizioni migliori alle lavoratrici e ai lavoratori, soprattutto incrementi salariali adeguati a quelle che sono le loro necessità. Adesso le Regioni e il Governo prendano atto della situazione, che non c’è stata una maggioranza per arrivare alla sottospazione di questo contratto e aprano una fase nuova. È giunto il momento di dare risposte velocemente alle lavoratrici e dei lavoratori della sanità. Noi lavoriamo per quello, per dargli in tempi rapidi, un contratto giusto e degno del lavoro che stanno facendo”. Così Michele Vannini, segretario Fp Cgil Nazionale, dopo il tavolo con l’Aran, in un video diffuso sui social.

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